Sicurezza
Alcol, sostanze e consenso: dove passa il confine, anche in coppia
Un bicchiere scioglie. Troppi tolgono la possibilità di scegliere.
In breve
Un bicchiere di vino può aiutare a rilassarsi; oltre una certa soglia, però, alcol e sostanze tolgono proprio ciò su cui il consenso si regge: la capacità di scegliere, di capire cosa sta succedendo e di dire no. In Italia l'art. 609-bis del codice penale punisce come violenza sessuale anche chi induce qualcuno ad atti sessuali approfittando di una sua condizione di inferiorità fisica o psichica, e la giurisprudenza vi comprende l'ubriachezza e l'effetto di droghe, anche se assunte volontariamente. Vale fra sconosciuti come fra partner. In coppia la regola è semplice: le cose nuove si fanno da lucidi, e chi non è in grado di rispondere non ha detto sì.
In molte coppie l'alcol fa parte della sera: una cena, un aperitivo, un bicchiere prima di rilassarsi. Non c'è niente di male. Il problema comincia quando il bicchiere diventa il motivo per cui una cosa succede, o l'ostacolo per cui qualcuno non riesce più a dire che non gli va.
Perché l'alcol complica il consenso?
Perché il consenso, per valere, deve essere libero, informato e revocabile: bisogna capire cosa si sta facendo, poter scegliere e poter cambiare idea. L'alcol, in quantità, abbassa esattamente queste capacità. Una persona molto ubriaca può non rendersi conto di cosa succede, non riuscire a esprimere un no, o non ricordare cosa ha accettato. In quelle condizioni un sì non è più un sì.
Cosa dice la legge italiana?
L'articolo 609-bis del codice penale punisce come violenza sessuale non solo chi usa la forza o la minaccia, ma anche chi induce qualcuno a compiere o subire atti sessuali abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica o psichica al momento del fatto. La Corte di cassazione ha più volte ricondotto a queste condizioni lo stato di chi ha bevuto molto o ha assunto droghe, anche volontariamente. La norma non fa eccezioni per le coppie: vale fra partner, conviventi e coniugi.
Le cose nuove si decidono da lucidi: scoprite cosa vi va, ognuno per conto suo, a mente fredda.
Regole pratiche per la coppia
- Le cose nuove si fanno da lucidi. Proporre o provare qualcosa di mai fatto richiede di poter scegliere davvero, e di potersi fermare. Il vino può accompagnare; non deve decidere.
- Chi non risponde non ha detto sì. Se uno dei due si addormenta, non reagisce o sembra confuso, ci si ferma. Sempre.
- Il dubbio vale come un no. Se non siete sicuri che l'altro sia in grado di scegliere, rimandate a domani. Non si perde niente.
- Niente pratiche rischiose da alterati. Legature, giochi di potere, qualsiasi cosa richieda attenzione e una parola per fermarsi: solo da sobri.
- Se ne parla il giorno dopo. Se una sera è andata oltre quello che uno dei due avrebbe voluto, se ne parla — senza accuse, ma senza far finta di niente.
E se «da ubriachi» è l'unico momento in cui ci si lascia andare?
Succede, ed è un segnale utile: dice che da lucidi c'è qualcosa che frena — imbarazzo, vergogna, paura del giudizio. Vale la pena lavorare su quello, non sull'alcol: parlarne a vestiti addosso, rispondere ognuno per conto suo a una lista di possibilità, e scoprire che quello che si faceva «solo da ubriachi» si può anche dire da sobri.
In tre righe
- — Troppo alcol toglie la capacità di scegliere, e con lei il consenso.
- — In Italia approfittare dell'ubriachezza di qualcuno è violenza sessuale, anche in coppia (art. 609-bis c.p.).
- — Le cose nuove si fanno da lucidi; nel dubbio, si rimanda.
Domande frequenti
- Si può dare il consenso da ubriachi?
- Oltre una certa soglia no: se una persona non è in grado di capire cosa succede o di dire no, il suo sì non vale. Nel dubbio, ci si ferma e si rimanda.
- Fare sesso con il partner ubriaco può essere reato?
- Sì. L'art. 609-bis del codice penale punisce chi induce qualcuno ad atti sessuali approfittando della sua inferiorità fisica o psichica, e la Cassazione vi comprende l'ubriachezza e l'effetto di droghe. La norma vale anche fra partner e coniugi.
- Un bicchiere prima di fare l'amore è un problema?
- No, se entrambi restano lucidi, capaci di scegliere e di fermarsi. Il confine è la capacità di consenso, non il bicchiere in sé.
Fonti
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
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