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Face-sitting: cos'è, i rischi per il respiro e cosa sapere prima

Una pratica di sesso orale in cui la sicurezza dipende da due cose: l'aria e un segnale per fermarsi.

Aggiornata il 19/09/20265 minuti

In breve

Il face-sitting è una posizione di sesso orale in cui una persona si siede o si inginocchia sopra il viso dell'altra, che sta sdraiata. La sicurezza dipende soprattutto dal respiro: chi sta sotto deve poter respirare sempre, il peso resta sulle ginocchia di chi sta sopra, e serve un segnale non verbale concordato prima, perché chi sta sotto spesso non può parlare. Come ogni sesso orale può trasmettere infezioni, incluse quelle legate al contatto con la zona anale.

È una pratica che si cerca spesso con il suo nome inglese, e di cui si trovano molte immagini e pochissime informazioni. Qui ci occupiamo delle seconde: cosa comporta per il corpo, e cosa va deciso prima.

Cos'è il face-sitting?

È una posizione di sesso orale in cui una persona sta sdraiata sulla schiena e l'altra si posiziona sopra il suo viso, seduta o in ginocchio. Chi sta sopra controlla gran parte del movimento; chi sta sotto ha meno libertà di muoversi e, spesso, di parlare.

Perché interessa alle coppie?

Per alcune coppie è soprattutto una questione di comodità e di angolazione. Per altre conta la dinamica: chi sta sopra ha un ruolo più attivo e di guida, chi sta sotto si affida. Per questo la pratica compare spesso anche nelle dinamiche di dominazione e sottomissione concordate. In entrambi i casi funziona solo se chi sta sotto si sente al sicuro, e quel senso di sicurezza si costruisce prima, non durante.

Cosa sapere prima: respiro, peso, segnali

  1. L'aria prima di tutto. Chi sta sotto deve poter respirare in ogni momento, dal naso o dalla bocca. Naso e bocca coperti insieme, anche per poco, non sono un dettaglio da gestire: sono la condizione da evitare. Il respiro non si usa come parte della pratica: la riduzione dell'ossigeno è un rischio serio, e non esiste un modo sicuro di farla.
  2. Il peso resta sulle ginocchia. Chi sta sopra sostiene il proprio peso con gambe e ginocchia, eventualmente appoggiandosi alla testiera o al muro. Il peso scaricato sul viso comprime naso e bocca; quello sul torace ostacola la respirazione. Il collo non va mai compresso.
  3. Un segnale non verbale. Chi sta sotto spesso non può parlare, quindi una parola di sicurezza non basta. Serve un gesto concordato prima: due colpetti sulla coscia, una mano che spinge, un oggetto lasciato cadere. Chi sta sopra lo riconosce e si sposta subito, senza chiedere perché.
  4. Pause regolari. Anche senza segnali, conviene che chi sta sopra si sollevi spesso. Il corpo di chi sta sotto si stanca, e il collo lavora in una posizione scomoda.
  5. Niente alcol o sostanze. Riducono la capacità di accorgersi dei segnali e di reagire in fretta, da tutte e due le parti.

Poi c'è l'igiene. Come tutto il sesso orale, anche questa pratica può trasmettere infezioni sessualmente trasmissibili: secondo i CDC, fra quelle che si trasmettono per via orale ci sono clamidia, gonorrea, sifilide, herpes e papillomavirus (HPV). Se c'è contatto della bocca con la zona anale, si aggiungono infezioni intestinali come shigella, epatite A ed Escherichia coli. Lavarsi prima con acqua e sapone e, se non si conoscono i test dell'altro, usare una barriera come la diga dentale riduce il rischio. Herpes labiale attivo, afte o gengive che sanguinano sono un buon motivo per rimandare.

Chi sta sotto e chi sta sopra possono volere cose diverse: rispondete separati, guardate insieme.

Come se ne parla in due?

La conversazione utile avviene prima e a letto non c'entra: chi vuole stare sopra, chi sotto, qual è il segnale per fermarsi, cosa succede dopo che è stato usato. Il segnale va provato davvero, una volta, per essere sicuri che si riconosca.

Chi non se la sente può dirlo senza motivarlo, e può anche proporre una versione diversa: una posizione con più spazio, in cui chi sta sotto ha le mani libere e può spostarsi da solo. Chi ha proposto accoglie il no senza insistere: uno studio del 2020 sui rifiuti in coppia ha trovato che i no espressi in modo rassicurante si associano a una maggiore soddisfazione di chi li riceve, rispetto a quelli bruschi o ostili. E ci si può fermare in qualsiasi momento, anche se un attimo prima andava tutto bene.

Quando serve un medico?

Subito, chiamando il 112, se chi stava sotto ha perso conoscenza anche per pochi secondi, ha difficoltà a respirare che non passa, dolore al petto o confusione. Nei giorni successivi, per un dolore al collo o alla mandibola che non migliora, oppure per sintomi di possibili infezioni: mal di gola persistente, piaghe o vescicole in bocca o sui genitali, perdite insolite, bruciore urinando, diarrea o febbre.

In tre righe

  • — Chi sta sotto deve poter respirare sempre; il peso resta sulle ginocchia di chi sta sopra.
  • — Serve un segnale non verbale concordato e provato prima, perché chi sta sotto spesso non può parlare.
  • — Come ogni sesso orale può trasmettere infezioni: igiene prima, barriere se non si conoscono i test.

Domande frequenti

Il face-sitting è pericoloso?
Il rischio principale riguarda il respiro: chi sta sotto deve poter respirare in ogni momento e poter fermare l'altro con un gesto concordato. Il peso va sostenuto dalle ginocchia di chi sta sopra, mai scaricato su viso, torace o collo.
Come si fa a fermarsi se chi sta sotto non può parlare?
Con un segnale non verbale deciso prima, per esempio due colpetti sulla gamba o una spinta con la mano. Chi sta sopra lo riconosce e si sposta subito.
Si possono prendere infezioni?
Sì, come con ogni sesso orale: clamidia, gonorrea, sifilide, herpes e HPV si trasmettono anche per via orale, e il contatto con la zona anale aggiunge infezioni intestinali come epatite A e shigella. Igiene e barriere come la diga dentale riducono il rischio.

Fonti

  1. CDC. About STI risk and oral sex.
  2. CDC. Preventing Shigella infection among sexually active people.
  3. CDC. STD Risk and Oral Sex — fact sheet (contatto orale-anale: epatite A, E. coli, shigella).
  4. Wikipedia. Safeword.
  5. Kim J.J., Muise A., Sakaluk J.K., Rosen N.O., Impett E.A. (2020). When Tonight Is Not the Night: Sexual Rejection Behaviors and Satisfaction in Romantic Relationships. Personality and Social Psychology Bulletin, 46(10), 1476–1490.

Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.

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