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Sicurezza

Prima di provare: la conversazione che si fa prima

Nel BDSM si chiama negoziazione. È meno formale di quanto suoni, e serve a qualunque coppia provi qualcosa di nuovo.

Aggiornata il 20/09/20265 minuti

In breve

Prima di provare una pratica intensa, dal BDSM a qualunque novità, le coppie che lo fanno con cura hanno una conversazione esplicita: cosa si vuole provare, cosa è escluso, come ci si ferma, cosa succede dopo. Nelle comunità BDSM si chiama negoziazione, e gli studi la descrivono come una norma condivisa: il consenso si concorda prima, resta revocabile in ogni momento, e si rinegozia quando cambia qualcosa. Bastano dieci minuti, a vestiti addosso e fuori dal momento, e sono il motivo per cui le cose intense possono essere anche sicure.

Nelle pratiche BDSM c'è un momento che dall'esterno non si vede e che conta più di tutto il resto: la conversazione prima. Si chiama negoziazione, una parola che fa pensare a un contratto e invece descrive una cosa semplice, due persone che si dicono cosa vogliono e cosa no prima di cominciare. Serve a chiunque stia per provare qualcosa di nuovo, anche senza corde né ruoli.

Perché parlarne prima, e non durante?

Perché durante si è meno lucidi, più disposti ad accontentare, e in alcune pratiche le parole fanno parte della finzione. Una revisione della letteratura sul consenso nel BDSM descrive la comunità come particolarmente esplicita su questo punto: il consenso si concorda prima, si ricontrolla durante, e si può ritirare in qualsiasi momento. In uno studio su 202 praticanti, i partecipanti sostenevano in generale norme di consenso rigorose; la negoziazione si faceva più breve nelle coppie stabili, ma non spariva, perché anche chi si conosce da anni cambia.

Cosa si decide, in concreto?

  1. Cosa volete provare, e perché. Una cosa sola, descritta in modo preciso: cosa si fa, per quanto, con quale intensità. «Vediamo come va» non è un accordo. Chiedete anche cosa attira ciascuno dell'idea: spesso rivela cosa conta davvero.
  2. I limiti. Quelli rigidi, che non si toccano, e quelli morbidi, che si possono avvicinare con cautela. Anche le parole che non si vogliono sentire, le parti del corpo da evitare, le cose che ricordano esperienze difficili.
  3. La parola di sicurezza. Una parola che ferma tutto, estranea alla situazione, e un segnale non verbale se non si potrà parlare. Molte coppie usano anche il semaforo: verde per continuare, giallo per rallentare, rosso per fermarsi. Chi la usa non deve spiegare.
  4. Cosa succede se uno si ferma. Ci si ferma subito, si esce dai ruoli, si controlla che l'altro stia bene. E si decide prima che fermarsi non è un fallimento: nessuno ci resterà male, o se ci resta male non lo farà pesare.
  5. La salute. Condizioni fisiche, dolori, farmaci, allergie, stanchezza della giornata. E se c'è alcol di mezzo: le pratiche intense si fanno da lucidi.
  6. Il dopo. Di cosa avrà bisogno ciascuno: contatto, silenzio, acqua, una coperta, sentirsi dire una cosa buona. E quando se ne riparla, di solito il giorno dopo.

Una buona negoziazione comincia da sapere cosa vuole ciascuno: rispondete separati, guardate insieme.

Come si fa senza che sembri un interrogatorio?

Si sceglie un momento neutro, un caffè, una passeggiata, e si prende il tono di chi organizza qualcosa di bello, non di chi firma un modulo. Può aiutare una lista di pratiche da segnare separatamente con sì, no e forse, e poi confrontare: toglie a entrambi la fatica di dover nominare le cose per primi. Chi propone parla meno e ascolta di più. Se una risposta è un forse, si tratta come un no finché non diventa un sì chiaro.

Come ci si saluta dopo?

Con l'aftercare: si esce chiaramente dai ruoli, ci si chiama per nome, si resta vicini, si beve. Uno studio su coppie stabili ha trovato che l'affetto scambiato dopo il sesso si associa a una maggiore soddisfazione sessuale e di coppia; dopo un'esperienza intensa quel momento conta ancora di più. Alcune persone, a distanza di ore o di un giorno, hanno un calo d'umore o si sentono fragili: conviene saperlo prima e concordare di sentirsi anche il giorno dopo. Quella è anche l'occasione per chiudere il cerchio: cosa è piaciuto, cosa cambiare, cosa rifare.

Bisogna rifarla ogni volta?

La prima volta per intero. Poi, per le cose già provate, può bastare un breve controllo: «stasera va bene come l'altra volta?». Si rinegozia per intero ogni volta che cambia qualcosa: una pratica nuova, un'intensità diversa, un periodo in cui uno dei due è più stanco o più fragile. E il consenso dato prima non obbliga a niente: vale finché lo si conferma.

Quando sentire un medico?

Prima, se una delle due persone ha problemi di cuore, di pressione, di circolazione, articolari o respiratori e la pratica li coinvolge. Dopo, per dolori che non passano, intorpidimento, segni sulla pelle che peggiorano invece di sbiadire, o un malessere emotivo che dura giorni: in quel caso può aiutare anche un sessuologo o uno psicologo.

In tre righe

  • — Prima di provare si decide cosa, i limiti, la parola di sicurezza e il dopo.
  • — Fermarsi non è un fallimento: si stabilisce prima cosa succede se uno si ferma.
  • — Si rinegozia ogni volta che cambia qualcosa; il consenso vale finché lo si conferma.

Domande frequenti

Cos'è la negoziazione nel BDSM?
La conversazione che si fa prima di una pratica per concordare cosa si farà, i limiti di ciascuno, la parola di sicurezza, cosa succede se uno si ferma e di cosa si avrà bisogno dopo.
Cosa bisogna decidere prima di provare una pratica BDSM?
La pratica precisa e la sua intensità, i limiti rigidi e morbidi, una parola di sicurezza e un segnale non verbale, le condizioni di salute rilevanti e l'aftercare.
In una coppia stabile serve ancora negoziare?
Sì, anche se in forma più breve. Le persone cambiano, e ogni pratica nuova o più intensa richiede una conversazione nuova.
Cosa succede se uno dei due usa la parola di sicurezza?
Ci si ferma subito, si esce dai ruoli, ci si prende cura l'uno dell'altra e se ne parla con calma più tardi. Chi l'ha usata non deve giustificarsi.

Fonti

  1. Dunkley C.R., Brotto L.A. (2020). The Role of Consent in the Context of BDSM. Sexual Abuse, 32(6), 657–678.
  2. Tarleton H.L., Mackenzie T., Sagarin B.J. (2024). Consent Norms in the BDSM Community: Strong But Not Inflexible. Archives of Sexual Behavior.
  3. Wikipedia. Safeword.
  4. Muise A., Giang E., Impett E.A. (2014). Post Sex Affectionate Exchanges Promote Sexual and Relationship Satisfaction. Archives of Sexual Behavior, 43, 1391–1402.
  5. Corinna H., Scarleteen. Yes, No, Maybe So: A Sexual Inventory Stocklist.

Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.

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