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Quante volte fanno l'amore le coppie? Cosa dicono davvero i dati

Il numero giusto non esiste. Ma esiste un numero oltre il quale smette di contare.

Aggiornata il 18/09/20265 minuti

In breve

Non esiste una frequenza «normale»: nei grandi studi le medie variano molto con l'età — oltre 80 volte l'anno fra i ventenni, circa 60 verso i 45 anni, una ventina verso i 65 — e le differenze fra coppie sono enormi. Il dato più utile è un altro: in uno studio su oltre 30.000 persone il benessere cresce con la frequenza fino a circa una volta a settimana, e oltre non cresce più. Più del numero contano varietà, atmosfera e il fatto di parlarsene.

È una delle domande più cercate in assoluto, e quasi sempre chi la fa sta pensando a un'altra: «siamo normali?». I dati possono rispondere alla prima. Alla seconda rispondono meglio di quanto ci si aspetti.

Quali sono le medie?

Uno dei campioni più grandi e rappresentativi disponibili è l'indagine sociale generale statunitense, che segue la popolazione adulta dal 1989. Analizzando le risposte di oltre 26.000 persone, i ricercatori hanno trovato che chi ha una ventina d'anni fa sesso in media più di 80 volte l'anno; verso i 45 anni la media scende a circa 60, e verso i 65 a una ventina. Hanno trovato anche che, in media, gli adulti del decennio 2010 facevano sesso un po' meno spesso di quelli di fine anni Novanta — e il calo era più marcato proprio fra le persone sposate o conviventi.

Sono medie, e le medie nascondono tutto: dentro ci sono coppie che si cercano ogni giorno e coppie che stanno benissimo con una volta al mese. Sono dati statunitensi, e altrove le cifre possono essere diverse. Servono a una cosa sola: capire che la variabilità è enorme, e che nessun numero è una norma.

Esiste una frequenza «giusta»?

Esiste una soglia, ed è il dato più utile di tutta la ricerca sul tema. In tre studi su oltre 30.000 persone, il benessere delle persone in coppia cresceva con la frequenza fino a circa una volta a settimana; oltre, non cresceva più. Non è un obiettivo da raggiungere né un minimo sotto il quale preoccuparsi: dice che andare oltre non aggiunge molto, e che chi è già intorno a quella frequenza non ha bisogno di inseguire un numero più alto.

Lo stesso studio ha trovato che il legame fra frequenza e benessere passa dalla soddisfazione per la relazione: non è il numero in sé a rendere felici, è ciò che dice sulla coppia.

Più del quanto, conta il cosa: scoprite cosa vi va davvero, ognuno per conto suo.

Cosa conta più del numero?

In uno studio su oltre 38.000 persone in relazioni lunghe, chi era più soddisfatto non aveva solo una frequenza più alta: variava di più, curava l'atmosfera, parlava di sesso con il partner. È una buona notizia, perché sono cose molto più facili da cambiare del numero di volte al mese.

Perché confrontarsi fa male

Quando la frequenza è un segnale

Un calo in sé non è un problema: la vita cambia, i figli arrivano, il lavoro pesa. Diventa un segnale quando è improvviso, quando pesa a uno dei due, quando coincide con un dolore, un farmaco nuovo o un cambiamento ormonale, o quando si accompagna a un allontanamento anche fuori dal letto. In quei casi vale la pena parlarne — fra voi, o con un medico o un sessuologo.

In tre righe

  • — Le medie cambiano molto con l'età e nessuna è una norma.
  • — Il benessere cresce fino a circa una volta a settimana, poi non cresce più.
  • — Varietà, atmosfera e parlarsi vanno insieme alla soddisfazione, e si cambiano più facilmente del numero.

Domande frequenti

Quante volte a settimana fa sesso una coppia in media?
Dipende molto dall'età. In un grande campione statunitense la media era oltre 80 volte l'anno fra i ventenni, circa 60 verso i 45 anni e una ventina verso i 65, con differenze enormi fra una coppia e l'altra.
Una volta a settimana è abbastanza?
Nella ricerca su oltre 30.000 persone, il benessere cresceva con la frequenza fino a circa una volta a settimana e poi non cresceva più. Non è un obiettivo: dice che oltre quella soglia il numero conta poco.
È normale fare l'amore meno spesso dopo anni insieme?
Sì, è la tendenza più comune. Conta di più come si sta insieme: varietà, atmosfera e parlarne si associano anch'esse alla soddisfazione.
Quando un calo della frequenza è un problema?
Quando è improvviso, quando pesa a uno dei due, o quando coincide con un dolore, un farmaco o un cambiamento ormonale. In quei casi conviene parlarne, e se serve sentire un medico o un sessuologo.

Fonti

  1. Twenge J.M., Sherman R.A., Wells B.E. (2017). Declines in Sexual Frequency among American Adults, 1989–2014. Archives of Sexual Behavior, 46, 2389–2401.
  2. Muise A., Schimmack U., Impett E.A. (2016). Sexual Frequency Predicts Greater Well-Being, But More is Not Always Better. Social Psychological and Personality Science, 7(4), 295–302.
  3. Frederick D.A., Lever J., Gillespie B.J., Garcia J.R. (2017). What Keeps Passion Alive? Sexual Satisfaction Is Associated With Sexual Communication, Mood Setting, Sexual Variety, Oral Sex, Orgasm, and Sex Frequency in a National U.S. Study. The Journal of Sex Research, 54(2), 186–201.

Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.

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