Desiderio
Quando uno dei due vuole più dell'altro
Non è un problema di quantità. È un problema di come se ne parla.
In breve
La differenza di desiderio è la condizione normale di quasi tutte le coppie, non un guasto: due persone hanno raramente lo stesso appetito nello stesso momento. Peggiora quando diventa un conto — chi vuole di più si sente respinto, chi vuole di meno si sente in debito — e migliora quando si smette di contare e si parla di come, non di quanto. Aiutano: sapere che il desiderio può arrivare dopo l'inizio e non prima, togliere al sesso il peso di essere l'unica forma di intimità, e dirsi le cose con una lista invece che con un reclamo.
Uno dei due vorrebbe più spesso. L'altro, meno. All'inizio non si nota, poi diventa un sottinteso, poi un argomento che si evita. È la ragione per cui più coppie si rivolgono a un sessuologo, ed è anche una delle poche cose su cui la ricerca è tranquillizzante: succede a quasi tutti, e non dice niente su quanto ci si ama.
È normale volere in modo diverso?
È la norma. Due persone hanno età, ormoni, stanchezza, stress, storia e corpo diversi, e sarebbe strano il contrario. Nelle relazioni lunghe la differenza tende ad aumentare, non per un difetto della coppia ma perché il desiderio cambia forma nel tempo: quello dei primi mesi, che arriva da solo e spesso, lascia il posto a un desiderio che ha bisogno di un contesto per accendersi. Chi non lo sa lo legge come una perdita; chi lo sa lo tratta come un cambio di stagione.
Perché fa così male?
Perché nessuna delle due parti la vive come una differenza: ognuna la vive come un giudizio. Chi vuole di più sente il no come un rifiuto della persona — «non mi desidera più» — e comincia a chiedere di meno per non sentirselo dire, il che peggiora tutto. Chi vuole di meno sente ogni richiesta come una pressione, e ogni sì detto per quieto vivere come una piccola sconfitta, il che spegne ancora di più il desiderio. Si crea un cerchio: pressione, ritiro, altra pressione. Il problema non è la differenza; è il cerchio.
Il desiderio deve venire prima?
No, e questa è la cosa più utile da sapere. Il modello classico prevedeva che prima venisse la voglia e poi l'eccitazione; dal 2000 la ricerca — a partire dal lavoro di Rosemary Basson, poi reso popolare dal libro di Emily Nagoski — descrive anche il percorso inverso, molto comune soprattutto nelle relazioni lunghe: si parte da una posizione neutra, ci si lascia coinvolgere per vicinanza o curiosità, e il desiderio arriva dopo che qualcosa è cominciato. Si chiama desiderio «responsivo», e non è una versione difettosa dell'altro. Chi lo ha non «non ha voglia»: ha bisogno che la voglia venga invitata.
Per la coppia cambia tutto: la domanda smette di essere «hai voglia?» — a cui chi ha desiderio responsivo risponde sinceramente «no» — e diventa «ti va di cominciare e vedere?». Con la libertà, ovvia, di fermarsi.
Prima di parlare di quanto, parlate di cosa: rispondete separati, guardate insieme.
Cosa aiuta davvero?
- Smettere di contare. Il numero di volte al mese è la misura meno utile che esista, e la più usata. Uno studio su oltre 38.000 persone in relazioni lunghe trova che la soddisfazione va insieme alla frequenza, sì, ma anche — e in modo indipendente — alla varietà, alla cura dell'atmosfera e alla comunicazione. Chi litiga sul numero perde di vista le altre tre.
- Separare l'intimità dal sesso. Se ogni contatto fisico è l'inizio di una richiesta, chi vuole di meno impara a evitare i contatti. Abbracci, massaggi, dormire vicini, una doccia insieme: cose che non devono portare da nessuna parte, e che proprio per questo riaprono la strada.
- Parlare di come, non di quanto. «Vorrei più spesso» è un reclamo. «Cosa ti farebbe venire voglia?» è una domanda — e spesso la risposta sorprende: non è «più sesso», è «meno fretta», «più prima», «un'altra stanza», «non alle undici di sera».
- Fare una lista, ognuno per sé. Le coppie con un divario di desiderio parlano poco di cosa piace, perché ogni conversazione rischia di diventare la solita. Una lista compilata separatamente e confrontata dopo toglie il tema dal tavolo del conflitto e lo mette su quello della curiosità.
- Programmare, senza vergogna. Mettere in agenda un momento per stare insieme non uccide la spontaneità: la rende possibile, perché chi ha desiderio responsivo ha bisogno di sapere che c'è uno spazio, per potersi lasciar andare dentro quello spazio.
Cosa non aiuta?
Il sesso di cortesia, prima di tutto: dire sì per non litigare insegna al corpo che il sesso è un dovere, ed è il modo più rapido per far scendere ancora il desiderio. Poi il conto delle volte, il paragone con altre coppie, e il silenzio offeso dopo un no — che è il modo più sicuro per ricevere, la volta dopo, un altro no.
Quando serve un aiuto esterno?
Quando il cerchio si è chiuso: quando non se ne riesce più a parlare senza litigare, quando uno dei due evita ogni contatto fisico, quando il calo è arrivato all'improvviso e pesa. Un sessuologo o una terapia di coppia non servono a «aggiustare» chi vuole di meno: servono a rimettere in mezzo un terzo che toglie a entrambi il ruolo di accusato. E se il calo di desiderio è comparso insieme a un farmaco, a un cambio ormonale, a una gravidanza o a un dolore, la prima persona da sentire è un medico.
Tre cose che si pensano, e non sono vere
- «Se mi desiderasse, avrebbe voglia.» Il desiderio responsivo arriva dopo l'inizio, non prima. Non avere voglia a freddo non dice niente su quanto l'altro vi desideri.
- «Gli uomini vogliono sempre, le donne mai.» In moltissime coppie è il contrario, e in quasi tutte cambia con gli anni. Il divario ha a che fare con le persone e con il momento, non con il genere.
- «Le coppie che stanno bene fanno l'amore tanto.» Le coppie che stanno bene fanno l'amore quanto va bene a tutte e due, e ne parlano. È la seconda parte quella che conta.
In tre righe
- — La differenza è la norma; il cerchio pressione-ritiro è il problema.
- — Il desiderio può arrivare dopo l'inizio: chiedete «ti va di cominciare?», non «hai voglia?».
- — Parlate di come, non di quanto — meglio con una lista che con un reclamo.
Domande frequenti
- È normale che il mio partner abbia meno desiderio di me?
- Sì: due persone hanno raramente lo stesso appetito nello stesso momento, e nelle relazioni lunghe la differenza tende a crescere. Non è un segno di disamore e non è colpa di nessuno dei due.
- Cos'è il desiderio responsivo?
- Il desiderio che si accende dopo che qualcosa è cominciato, invece che prima. È molto comune, soprattutto nelle relazioni lunghe, ed è una forma normale del desiderio: chi ce l'ha non «non ha voglia», ha bisogno che la voglia venga invitata.
- Come si parla della differenza di desiderio senza litigare?
- A vestiti addosso, non a letto e non dopo un no. Non «vorrei più spesso» ma «cosa ti farebbe venire voglia?». E se parlarne è diventato impossibile, una lista compilata ognuno per sé e confrontata dopo sposta il tema dal conflitto alla curiosità.
- Fare l'amore anche senza voglia, per accontentare l'altro, aiuta?
- Cominciare da una posizione neutra e vedere se il desiderio arriva sì, se è una scelta libera e ci si può fermare. Il sesso di cortesia — dire sì per evitare il litigio — no: insegna al corpo che è un dovere e abbassa ancora il desiderio.
- Quando è il caso di andare da un sessuologo?
- Quando non se ne riesce più a parlare senza litigare, quando uno dei due evita ogni contatto, o quando il calo è arrivato all'improvviso. E se coincide con un farmaco, un cambio ormonale o un dolore, prima il medico.
Fonti
- Basson R. (2000). The Female Sexual Response: A Different Model. Journal of Sex & Marital Therapy, 26(1), 51–65.
- Nagoski E. (2015). Come As You Are: The Surprising New Science That Will Transform Your Sex Life. Simon & Schuster.
- Frederick D.A., Lever J., Gillespie B.J., Garcia J.R. (2017). What Keeps Passion Alive? Sexual Satisfaction Is Associated With Sexual Communication, Mood Setting, Sexual Variety, Oral Sex, Orgasm, and Sex Frequency in a National U.S. Study. The Journal of Sex Research, 54(2), 186–201.
- Mallory A.B., Stanton A.M., Handy A.B. (2019). Couples' Sexual Communication and Dimensions of Sexual Function: A Meta-Analysis. The Journal of Sex Research, 56(7), 882–898.
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
Continua
Rispondete separati, scoprite insieme.
Gratis, anonimo, senza registrazione.