Sicurezza
Shibari e bondage: differenze, fascino e le regole di sicurezza
Legare qualcuno è un gesto di fiducia. Per questo la sicurezza viene prima dei nodi.
In breve
Bondage è il termine generale per qualsiasi forma di legatura consensuale, dalle mani tenute ferme alle polsiere. Lo shibari (o kinbaku) è una tradizione giapponese di legature con corde, in cui conta l'estetica e il rapporto fra chi lega e chi è legato quanto la costrizione stessa. Entrambi richiedono fiducia e alcune regole ferme: niente corde intorno al collo, controllo continuo della circolazione e della sensibilità, forbici a portata di mano, nessuno lasciato solo. Le sospensioni non si improvvisano: richiedono formazione vera.
Le immagini di corde intrecciate su un corpo, belle come una scultura, hanno reso lo shibari popolare anche fuori dagli ambienti BDSM. Molte coppie ne sono incuriosite. Prima di prendere una corda, però, conviene sapere di cosa si tratta.
Che differenza c'è?
- Bondage. Il termine generale per ogni legatura consensuale: mani tenute ferme, una sciarpa ai polsi, polsiere, corde. L'accento è sulla costrizione e sulla sensazione di affidarsi.
- Shibari (kinbaku). Una tradizione giapponese di legature con corde, con schemi precisi. L'accento è anche sull'estetica, sul ritmo, e sulla relazione fra chi lega e chi è legato.
Perché affascina?
Per chi è legato, spesso, per la sensazione di lasciarsi andare, di non dover fare niente. Per chi lega, per l'attenzione e la cura che richiede. Per molti, per la bellezza del gesto. Non è una cosa da persone «strane»: uno studio su oltre 900 praticanti di BDSM non ha trovato più problemi psicologici che nel resto della popolazione.
«Bondage soft» e «Corde» sono due carte di livelli diversi: scoprite fin dove vi va di arrivare.
Le regole di sicurezza
- Mai intorno al collo. Nessuna corda, nessun laccio. Senza eccezioni.
- Controllare circolazione e sensibilità. Mani e piedi devono restare caldi, colorati e sensibili. Formicolio, intorpidimento o freddo sono segnali per slegare subito.
- Attenzione ai nervi. Polsi, parte interna del braccio e dietro il ginocchio sono zone dove una corda stretta può comprimere un nervo: una debolezza improvvisa della mano è un segnale d'allarme.
- Forbici a portata di mano. A punta arrotondata, pensate per tagliare corde vicino alla pelle.
- Nessuno resta solo. Chi è legato non viene lasciato, nemmeno per un minuto.
- Una safeword e un segnale non verbale. E si parte da legature leggere, di pochi minuti.
E le sospensioni?
Sollevare una persona da terra con le corde è un'altra cosa: richiede formazione, punti di ancoraggio adatti e conoscenza precisa di anatomia e carichi. Non si impara da un video e non si improvvisa in casa. Chi è davvero interessato può seguire corsi con insegnanti esperti.
Come si comincia
Senza corde: le mani dell'altro che tengono ferme le vostre, una sciarpa morbida non annodata. Poi, se piace, polsiere imbottite con chiusura rapida. Le corde vere vengono dopo, e meglio con un corso. E sempre dopo aver parlato, a vestiti addosso, di cosa va bene e di come ci si ferma.
In tre righe
- — Bondage è ogni legatura consensuale; lo shibari è una tradizione di corde con attenzione all'estetica.
- — Mai al collo, controllo continuo della circolazione, forbici vicine, nessuno solo.
- — Le sospensioni richiedono formazione: non si improvvisano.
Domande frequenti
- Che differenza c'è fra shibari e bondage?
- Bondage indica in generale qualsiasi legatura consensuale; lo shibari è una tradizione giapponese di legature con corde, in cui contano anche l'estetica e la relazione fra chi lega e chi è legato.
- Lo shibari è pericoloso?
- Può esserlo se si ignorano le regole: niente al collo, controllo della circolazione e dei nervi, forbici vicine, nessuno lasciato solo. Le sospensioni richiedono formazione.
- Come iniziare con il bondage in coppia?
- Senza corde: mani tenute ferme, una sciarpa morbida. Poi polsiere imbottite con chiusura rapida. Le corde vere, meglio dopo un corso.
Fonti
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
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