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Sicurezza

BDSM e violenza: perché non sono la stessa cosa

La differenza non sta in quello che si fa: sta nel consenso, e si vede da fuori.

Aggiornata il 20/09/20266 minuti

In breve

La differenza fra una pratica BDSM e la violenza non sta nell'intensità né nel tipo di gesto: sta nel consenso, che deve essere informato, dato liberamente, specifico e revocabile in qualsiasi momento. Quando il consenso manca o viene estorto, non si tratta di una pratica: si tratta di violenza, e in Italia il codice penale la definisce all'articolo 609-bis. Il luogo comune secondo cui chi pratica BDSM lo fa per un trauma non trova conferma nella ricerca: un'indagine australiana su un campione rappresentativo di 19.307 persone non ha trovato una maggiore probabilità di aver subito coercizione sessuale, e uno studio olandese su 902 praticanti ha trovato punteggi psicologici non peggiori di quelli del gruppo di controllo.

È l'obiezione che arriva prima di qualsiasi altra: se una persona lega l'altra, o le dà uno schiaffo, come si fa a chiamarlo diversamente dalla violenza? La risposta non è una sfumatura filosofica, è un criterio pratico, e serve a due cose opposte: a non confondere una pratica concordata con un reato, e a riconoscere un reato quando si presenta con il vocabolario di una pratica.

Dov'è esattamente la differenza?

Nel consenso, e nel fatto che il consenso resti vivo dall'inizio alla fine. Le condizioni sono quelle che valgono per qualsiasi rapporto: dato liberamente, revocabile, informato, entusiasta, specifico. Specifico vuol dire che riguarda quella cosa e non tutte; revocabile vuol dire che vale finché la persona lo tiene in piedi, e che può cadere a metà senza dover essere giustificato. Un sì detto tre settimane fa non è un sì di stasera, e un sì a una cosa non è un sì a un'altra.

Nella violenza tutto questo non c'è: c'è qualcosa che viene imposto, con la forza, con la minaccia o approfittando di una posizione di potere. In Italia il codice penale, all'articolo 609-bis, punisce chi con violenza, minaccia o abuso di autorità costringe qualcuno a compiere o subire atti sessuali. Non esiste una pratica, un accordo o un ruolo che renda legittimo ciò che è stato imposto.

Perché allora sembrano uguali da fuori?

Perché si guarda il gesto e non il contesto. Lo stesso identico gesto cambia natura a seconda di ciò che c'è attorno: una conversazione fatta prima, dei limiti detti a voce, una parola che ferma tutto, e qualcuno che dopo controlla come sta l'altro. È esattamente per questo che chi pratica ha costruito nel tempo un apparato di regole esplicito — i limiti rigidi e morbidi, la parola di sicurezza, la cura dopo — che nelle relazioni comuni resta implicito. Non è un dettaglio folcloristico: è l'infrastruttura che tiene separate le due cose.

I limiti si scrivono prima, non si improvvisano: rispondete separati, guardate insieme.

«Chi pratica BDSM ha subito qualcosa»: è vero?

È il secondo luogo comune, e la ricerca non lo sostiene. L'ipotesi è stata messa alla prova in modo diretto in Australia, su un campione rappresentativo di 19.307 persone intervistate per telefono: chi aveva praticato BDSM nell'anno precedente non risultava più esposto ad aver subito coercizione sessuale, né più infelice o più ansioso, e fra gli uomini il punteggio di disagio psicologico era anzi più basso che nel resto del campione. Gli autori concludono che per la maggior parte dei partecipanti si tratta di un interesse sessuale, non del sintomo di un abuso passato.

Nei Paesi Bassi uno studio su 902 praticanti e 434 persone di controllo ha misurato personalità, stili di attaccamento, sensibilità al rifiuto e benessere soggettivo: i praticanti risultavano meno nevrotici, più estroversi, più aperti all'esperienza, più coscienziosi, meno sensibili al rifiuto e con un benessere soggettivo più alto — meno gradevoli, su una scala, ma nel complesso non peggiori. Una rassegna clinica del 2018 dedicata a chi lavora con questi pazienti arriva alla stessa conclusione: le differenze rispetto alla popolazione generale sul piano della psicopatologia sono minime.

Due precisazioni oneste. La prima: nessuno di questi studi dice che fra chi pratica non ci sia nessuno con una storia difficile — dice che non ce n'è di più che altrove. La seconda: i campioni provengono in buona parte da comunità organizzate, cioè da chi pratica in modo consapevole, e questo va tenuto presente.

Esiste la violenza mascherata da BDSM?

Sì, e negarlo sarebbe il modo più rapido per rendere inutile tutto il resto. Il vocabolario delle pratiche — i ruoli, l'obbedienza, le regole, la disciplina — è comodissimo per chi vuole giustificare quello che fa, perché trasforma ogni abuso in «una cosa che avevamo concordato». La differenza però resta visibile, e non richiede di sapere niente di BDSM: riguarda come funziona la relazione fuori dai momenti in cui succede qualcosa.

A chi rivolgersi

In Italia il 1522 è il numero pubblico antiviolenza e antistalking: è gratuito, attivo ventiquattro ore su ventiquattro tutti i giorni, in più lingue, e si può usare anche via chat dal sito. Non serve aver deciso di denunciare, e non serve essere sicuri di come chiamare quello che sta succedendo: si può chiamare per fare una domanda. In caso di pericolo immediato il numero è il 112.

In tre righe

  • — La differenza non è il gesto: è il consenso, specifico e revocabile fino alla fine.
  • — La ricerca non sostiene l'idea che chi pratica BDSM lo faccia per un trauma.
  • — La violenza mascherata da pratica esiste e si riconosce da come funziona la relazione fuori dal momento: 1522.

Domande frequenti

Qual è la differenza fra BDSM e violenza?
Il consenso, e il fatto che resti valido per tutto il tempo: informato, dato liberamente, specifico e revocabile in qualsiasi momento senza conseguenze. Quando manca o viene estorto non è una pratica: in Italia l'articolo 609-bis del codice penale punisce chi costringe qualcuno ad atti sessuali con violenza, minaccia o abuso di autorità.
Chi pratica BDSM ha subito abusi o traumi?
La ricerca non lo conferma. In un campione rappresentativo australiano di 19.307 persone, chi praticava non risultava più esposto ad aver subito coercizione sessuale né più ansioso o infelice; uno studio olandese su 902 praticanti ha trovato punteggi psicologici non peggiori del gruppo di controllo.
Il consenso dato una volta vale per sempre?
No. Vale per quella cosa e per quella volta, e può essere ritirato a metà senza spiegazioni. Un accordo precedente non rende legittimo ciò che l'altra persona sta rifiutando adesso.
Come capisco se nella mia relazione c'è violenza e non una pratica?
Guardate cosa succede quando dite di no: se fermarsi provoca punizioni, silenzi o ricatti, se i ruoli si estendono a soldi, amicizie e telefono senza essere mai stati discussi, se le ferite non erano previste o se avete paura, non è una questione di pratiche.
A chi posso chiedere aiuto in Italia?
Al 1522, numero pubblico antiviolenza e antistalking: gratuito, attivo 24 ore su 24, anche in chat e in più lingue. Non serve aver deciso di denunciare. In caso di pericolo immediato, 112.

Fonti

  1. Richters J., de Visser R.O., Rissel C.E., Grulich A.E., Smith A.M.A. (2008). Demographic and Psychosocial Features of Participants in Bondage and Discipline, «Sadomasochism» or Dominance and Submission (BDSM): Data from a National Survey. The Journal of Sexual Medicine, 5(7), 1660–1668. Campione rappresentativo australiano, 19.307 intervistati.
  2. Wismeijer A.A.J., van Assen M.A.L.M. (2013). Psychological Characteristics of BDSM Practitioners. The Journal of Sexual Medicine, 10(8), 1943–1952.
  3. Dunkley C.R., Brotto L.A. (2018). Clinical Considerations in Treating BDSM Practitioners: A Review. Journal of Sex & Marital Therapy, 44(7), 701–712.
  4. Dunkley C.R., Brotto L.A. (2020). The Role of Consent in the Context of BDSM. Sexual Abuse, 32(6), 657–678.
  5. Planned Parenthood. Sexual Consent — la formula FRIES: freely given, reversible, informed, enthusiastic, specific.
  6. Codice penale, art. 609-bis (violenza sessuale).
  7. Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le pari opportunità. 1522, numero antiviolenza e antistalking: gratuito, attivo 24 ore su 24, anche via chat.

Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.

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