Desiderio
Fantasie e realtà: non tutte vanno realizzate
Una fantasia non è un programma. A volte funziona proprio perché resta dov'è.
In breve
Avere una fantasia non significa volerla realizzare: nell'immaginazione si controlla tutto, nella realtà no, e alcune fantasie piacciono proprio per questo. La ricerca mostra che le fantasie considerate strane sono molto più comuni di quanto si pensi, e che fra chi ha scelto di mettere in pratica la propria fantasia principale la grande maggioranza l'ha trovata all'altezza delle attese. Il punto quindi non è se realizzare le fantasie sia rischioso in sé, ma quali abbiano senso fuori dalla testa: si decide in due, caso per caso, e il no di uno dei due chiude la questione.
Esiste un'idea diffusa, e un po' ansiosa, secondo cui una fantasia sessuale sarebbe un desiderio in attesa: se ce l'hai, prima o poi dovresti realizzarla, e se non lo fai stai rinunciando a qualcosa. Per molte fantasie non è così. Alcune vivono bene solo dove sono nate.
Le fantasie insolite sono rare?
Molto meno di quanto si creda. In un'indagine canadese del 2015 su 1.516 adulti, a cui è stato chiesto di valutare 55 fantasie diverse, solo due sono risultate statisticamente rare e nove insolite; trenta erano comuni per almeno uno dei due sessi. I temi di dominazione e sottomissione, in particolare, erano diffusi sia fra le donne sia fra gli uomini. La conclusione degli autori è utile anche fuori dai laboratori: prima di definire una fantasia strana bisogna essere prudenti, e conta più l'effetto che ha sulla persona del suo contenuto.
Una fantasia è un desiderio?
Non necessariamente, e l'esempio più chiaro è anche il più delicato. In uno studio del 2009 su 355 studentesse universitarie, il 62% riferiva di aver avuto almeno una volta una fantasia di rapporto forzato. Per il 45% di chi le aveva erano del tutto erotiche, per il 9% del tutto sgradevoli, e per il 46% entrambe le cose insieme. Nessuno legge questi numeri come il desiderio di subire una violenza: nell'immaginazione chi fantastica decide tutto, anche ciò che nella scena sembra non decidere. È proprio il controllo totale a rendere possibile la fantasia, ed è ciò che nella realtà non c'è.
Lo stesso vale, in misura minore, per molte altre fantasie: la persona sconosciuta, il luogo pubblico, la situazione impossibile. Nella testa non ci sono imbarazzi, rischi, corpi stanchi, vicini di casa. Fuori ci sono tutti.
E chi le realizza, come si trova?
Spesso bene. Nell'indagine di Justin Lehmiller su 4.175 adulti statunitensi solo una minoranza aveva mai messo in pratica la propria fantasia principale; fra chi l'aveva fatto, l'86% diceva che l'esperienza aveva soddisfatto o superato le attese e il 91% che l'effetto sulla relazione era stato neutro o positivo. Realizzare una fantasia, quindi, non è pericoloso di per sé. Ma sono persone che avevano scelto quali realizzare: il dato dice che la scelta, quando c'è, funziona, non che ogni fantasia vada portata fuori.
Quali conviene lasciare dove sono?
- Quelle che vivono del controllo totale. Se ciò che piace è che nella scena tutto va esattamente come si vuole, la realtà la tradirà per forza. Si può giocare con qualche elemento, ma la versione completa di solito resta migliore dentro la testa.
- Quelle che coinvolgono persone reali che non lo sanno. Un collega, un'amica, un ex. Da fantasia privata va benissimo; nel momento in cui entra nella realtà coinvolge qualcuno che non ha acconsentito a niente.
- Quelle che richiedono di superare un no. Ogni fantasia in cui il consenso manca non si realizza così com'è. Alcune coppie ne costruiscono una versione recitata, con regole e parola di sicurezza concordate prima: è un'altra cosa, richiede molta preparazione e non è adatta a tutti.
- Quelle pericolose o illegali. Pratiche che possono ferire gravemente, luoghi dove si rischia una denuncia, qualsiasi cosa riguardi minori. Qui la risposta è semplicemente no.
- Quelle che interessano a uno solo. Una fantasia che l'altro non condivide si può raccontare, se lui è d'accordo ad ascoltarla, ma non si trasforma in un programma. Il no dell'altro non è un giudizio su di voi.
Per capire quali fantasie vi interessano in due, prima di doverne raccontare una: rispondete separati, guardate insieme.
Come si decide, in due?
- Si separa il raccontare dal fare. «Ti racconto una cosa che mi passa per la testa, non ti sto chiedendo di farla.» Detto all'inizio, toglie all'altro la paura di dover rispondere sì o no.
- Si cerca il nucleo. Cosa piace davvero, in quella fantasia? A volte è una sensazione — essere guardati, lasciar decidere l'altro — che si può provare in una forma molto più semplice della scena intera.
- Si prova la versione più leggera. Un elemento solo, per poco, con la possibilità di fermarsi in qualsiasi momento. Si allarga dopo, se è piaciuta a entrambi.
- Si concorda prima, si parla dopo. Cosa si fa, cosa no, come ci si ferma. E il giorno dopo si fa il punto: se è stata una delusione, anche quella è un'informazione.
Tre cose che si pensano, e non sono vere
- «Se la immagino, in fondo la voglio.» Immaginare e volere sono due cose diverse. Molte fantasie piacciono proprio perché non accadranno.
- «Non realizzarla è una rinuncia.» Una fantasia che resta fantasia non è persa: continua a fare quello che faceva.
- «Realizzarla rovina tutto.» Fra chi ha scelto di farlo, i dati raccontano soprattutto esperienze positive. Il rischio non è provare: è provare senza averne parlato.
In tre righe
- — Avere una fantasia non significa volerla realizzare.
- — Alcune funzionano solo nella testa, dove si controlla tutto; altre si possono provare in piccolo.
- — Si decide in due, caso per caso, e il no di uno chiude la questione.
Domande frequenti
- Le fantasie sessuali vanno realizzate?
- Non necessariamente. Molte funzionano proprio perché restano immaginate, dove si controlla tutto. Altre si possono provare in una versione leggera, se entrambi sono d'accordo. Si decide caso per caso.
- Avere una fantasia strana è normale?
- Quasi sempre sì. In un'indagine su 1.516 adulti, solo 2 fantasie su 55 sono risultate statisticamente rare. Gli autori consigliano di guardare all'effetto che la fantasia ha sulla persona, non al contenuto.
- Una fantasia significa che desidero davvero quella cosa?
- No. Nell'immaginazione chi fantastica decide ogni dettaglio, ed è spesso questo controllo a renderla piacevole. Nella realtà quel controllo non c'è, e la stessa scena può diventare sgradevole.
- Chi realizza una fantasia poi è deluso?
- Di solito no: nell'indagine di Lehmiller, l'86% di chi aveva messo in pratica la propria fantasia principale la trovava pari o superiore alle attese. Ma si trattava di persone che avevano scelto quale realizzare.
- Come dico al partner una fantasia che non voglio realizzare?
- Dichiarandolo subito: «te la racconto, non ti chiedo di farla». Prima si chiede se l'altro ha voglia di ascoltarla; se dice di no, si rispetta.
Fonti
- Joyal C.C., Cossette A., Lapierre V. (2015). What Exactly Is an Unusual Sexual Fantasy? The Journal of Sexual Medicine, 12(2), 328–340. Indagine su 1.516 adulti.
- Bivona J., Critelli J. (2009). The Nature of Women's Rape Fantasies: An Analysis of Prevalence, Frequency, and Contents. The Journal of Sex Research, 46(1), 33–45. Studio su 355 studentesse universitarie.
- Lehmiller J.J. (2018). Tell Me What You Want: The Science of Sexual Desire and How It Can Help You Improve Your Sex Life. Da Capo Press. Indagine su 4.175 adulti statunitensi.
- Psychology Today (2018). Fantasy Island: Research Probes the Science of Sexual Desire. Resoconto dei risultati dell'indagine di Lehmiller su chi ha messo in pratica le proprie fantasie.
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
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