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Potere nella coppia: chi decide, chi cede, dove finisce il gioco

Ogni coppia ha un equilibrio di potere. La domanda è se è scelto da tutti e due.

Aggiornata il 19/09/20265 minuti

In breve

In ogni coppia il potere si distribuisce: qualcuno decide sui soldi, qualcuno sulle vacanze, qualcuno cede più spesso. Diventa un gioco consensuale quando è concordato prima, si può fermare in qualsiasi momento e resta dentro confini decisi in due. Diventa controllo quando si allarga a tutto, quando fermarsi ha un costo e quando lascia una persona più piccola e con paura di sbagliare.

In ogni coppia qualcuno sceglie il ristorante, qualcuno decide quando si parte, qualcuno cede sulla temperatura del condizionatore. È potere, anche se nessuno lo chiama così. Per alcune coppie diventa anche un tema dell'intimità: chi guida e chi si lascia guidare. Questa guida parla di entrambe le cose, e soprattutto del confine che le separa dal controllo.

Chi decide nella coppia, di solito?

Quasi mai una persona sola. Nelle coppie che funzionano il potere si distribuisce per ambiti: uno si occupa dei conti, l'altro delle vacanze, le decisioni grandi si prendono in due. Il punto non è la parità perfetta su ogni scelta, ma che ciascuno possa influenzare l'altro. Uno studio di John Gottman e colleghi su 130 coppie di sposi novelli ha trovato che il rifiuto di accettare l'influenza del partner — nello studio, quella della moglie da parte del marito — era fra i fattori che predicevano la separazione.

Cedere, quindi, non è perdere. Chi cede spesso lo fa perché tiene alla relazione più che alla singola scelta. Il problema nasce quando a cedere è sempre la stessa persona, e quando cedere smette di essere una scelta.

Perché le dinamiche di potere interessano anche nell'intimità?

Perché per molte persone lasciare o prendere il comando è una forma di fiducia: fidarsi abbastanza da lasciar decidere l'altro, o sentirsi affidare una decisione. Può essere una cosa piccola — chi propone, chi sceglie cosa fare stasera — o una dinamica strutturata, come la dominazione e sottomissione. Uno studio olandese del 2013 ha confrontato 902 praticanti BDSM con 434 persone di un gruppo di controllo: i praticanti non mostravano più disagio psicologico, e su diverse misure, fra cui il benessere soggettivo, avevano punteggi migliori. Un interesse per il potere, da solo, non dice niente di preoccupante.

Dov'è il confine fra gioco consensuale e controllo?

Non sta in quanto è intensa la dinamica. Sta in quattro cose che si possono verificare.

  1. Si è concordato prima. Il gioco ha un inizio e un contenuto deciso in due. Il controllo si impone, e spesso nessuno l'ha mai nominato.
  2. Si può fermare. Nel gioco esiste un modo per dire basta — una parola, un gesto — e funziona sempre, senza conseguenze. Nel controllo fermarsi ha un prezzo: un silenzio, una punizione, un senso di colpa.
  3. Ha confini di tempo e di spazio. Il gioco resta dentro un momento o un ambito concordato. Il controllo si allarga a tutto: soldi, amicizie, telefono, vestiti, orari.
  4. Dopo si sta meglio. Dopo un gioco riuscito ci si sente più vicini. Dopo il controllo ci si sente più piccoli, più soli, con paura di sbagliare.

Il sociologo Evan Stark ha chiamato «controllo coercitivo» proprio questo: uno schema di comportamenti che isola, umilia, sorveglia e limita la libertà dell'altra persona, a volte senza nessuna violenza fisica. Non è una dinamica di coppia un po' sbilanciata: è una forma di abuso.

Chi guida e chi si lascia guidare si può chiedere senza doverlo dire a voce: rispondete separati, guardate insieme.

Come se ne parla senza litigare?

Il potere quotidiano si guarda meglio con curiosità che con il bilancino. Qualche domanda da farsi in un momento tranquillo, lontano da una discussione:

Se l'idea di una dinamica più esplicita incuriosisce entrambi, si comincia in piccolo: si concorda cosa sta dentro e cosa resta fuori, si sceglie una safeword anche se sembra superflua, e il giorno dopo se ne parla. Il consenso dato prima non obbliga a niente: ci si può fermare in qualsiasi momento, e il no si rispetta.

Cosa fare se non è più un gioco?

Se nella coppia c'è paura — di dire no, di come reagirà l'altro, di sbagliare — non è una questione di comunicazione, e non si risolve con un quiz o con una guida. Alcuni segnali: il telefono controllato, le amicizie scoraggiate, i soldi negati, le minacce, anche velate. In Italia il 1522, il numero antiviolenza e antistalking promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità, è gratuito, attivo 24 ore su 24, e si può contattare anche in chat. Si può chiamare anche solo per capire se quello che si vive ha un nome.

Tre cose che si pensano, e non sono vere

In tre righe

  • — Il potere in coppia si distribuisce: conta che ciascuno possa influenzare l'altro.
  • — Il gioco è concordato, si può fermare e ha confini; il controllo no.
  • — Se c'è paura non è comunicazione: il 1522 risponde 24 ore su 24.

Domande frequenti

Com'è normale che si dividano le decisioni in una coppia?
Non c'è una divisione giusta: molte coppie si distribuiscono gli ambiti e decidono insieme le cose grandi. Quello che conta è che entrambi possano influenzare l'altro e che cedere resti una scelta.
Qual è la differenza fra dominazione consensuale e controllo?
La dominazione consensuale è concordata prima, si può interrompere in qualsiasi momento con una parola o un gesto e resta dentro confini decisi in due. Il controllo si impone, si allarga a tutta la vita e rende costoso dire di no.
Cos'è il controllo coercitivo?
È il nome, proposto dal sociologo Evan Stark, per uno schema di comportamenti che isolano, sorvegliano, umiliano e limitano la libertà del partner, anche senza violenza fisica. È una forma di abuso.
A chi ci si rivolge se si ha paura del partner?
In Italia al 1522, il numero antiviolenza e antistalking gratuito e attivo 24 ore su 24, anche in chat. In caso di pericolo immediato, al 112.

Fonti

  1. Gottman J.M., Coan J., Carrère S., Swanson C. (1998). Predicting Marital Happiness and Stability from Newlywed Interactions. Journal of Marriage and the Family, 60(1), 5–22.
  2. Wismeijer A.A.J., van Assen M.A.L.M. (2013). Psychological Characteristics of BDSM Practitioners. The Journal of Sexual Medicine, 10(8), 1943–1952.
  3. Stark E. Coercive Control: How Men Entrap Women in Personal Life. Oxford University Press (prima edizione 2007).
  4. Dipartimento per le Pari Opportunità. 1522 — Numero antiviolenza e antistalking.
  5. Wikipedia. Safeword.

Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.

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