Parlarne
Le parole per parlare di sesso: né volgari né da manuale di medicina
Il problema spesso non è cosa dire. È non avere le parole per dirlo.
In breve
Molte coppie non parlano di sesso perché non sanno come chiamare le cose: le parole mediche suonano fredde, quelle volgari imbarazzano, e in mezzo c'è il vuoto. La soluzione è costruire un lessico vostro: chiedersi come preferisce chiamare le cose l'altro, accettare parole goffe o inventate, e usare frasi che parlano di sensazioni più che di anatomia. Non serve un vocabolario perfetto; serve che entrambi si sentano a proprio agio a usarlo.
Si apre la bocca per dire una cosa e ci si ferma: come la chiamo? La parola del medico sembra un referto, quella della strada sembra un insulto, gli eufemismi fanno ridere. È uno degli ostacoli più sottovalutati: non manca la voglia di parlare, mancano le parole.
Perché le parole mancano?
Perché nessuno ce le ha insegnate. Il lessico del sesso che si impara crescendo è quasi sempre diviso in due: quello tecnico della scuola e quello volgare dei compagni. Nessuno dei due è fatto per una conversazione affettuosa fra adulti. E così le coppie restano senza un registro in cui parlarne.
Come si costruisce un lessico di coppia?
- Chiedendolo. «Come preferisci che le chiami?» è una domanda sorprendentemente utile. Ognuno ha parole che lo mettono a disagio e parole che vanno bene.
- Accettando le parole goffe. Molte coppie finiscono per usare parole inventate, nomignoli, allusioni. Vanno benissimo: sono vostre.
- Parlando di sensazioni. «Mi piace quando vai piano», «lì è bellissimo», «così è troppo»: spesso non serve nominare nessuna parte del corpo.
- Ridendoci sopra. Una parola che fa ridere tutti e due smette di imbarazzare.
Se le parole non vengono, c'è un modo per dirselo senza: rispondete separati, guardate insieme.
Frasi che aiutano
- «Non so bene come dirlo, ma…»
- «Mi piace tantissimo quando…»
- «Più così» / «meno così».
- «Ti va se proviamo…?»
- «Mi è piaciuto quella volta che…»
- «Questo per me è un no, quello invece forse.»
Cosa evitare
Le parole che l'altro ha detto di non amare, anche per scherzo. I paragoni. E le frasi generiche che non dicono niente («è andato bene?»): sono le più facili da dire e le meno utili da ricevere. Il dirty talk, se piace, è un'altra cosa — un gioco con regole sue, da concordare a parte.
Perché ne vale la pena?
Perché avere le parole rende possibile tutto il resto. Chi racconta al partner cosa gli piace è più soddisfatto della relazione, e la comunicazione sessuale si associa a tutte le dimensioni della funzione sessuale. Un vocabolario condiviso è lo strumento più semplice di quella comunicazione.
In tre righe
- — Le parole mancano perché nessuno ce le ha insegnate.
- — Chiedete come preferisce chiamare le cose l'altro; le parole inventate vanno benissimo.
- — Parlare di sensazioni spesso basta più che nominare l'anatomia.
Domande frequenti
- Come parlare di sesso senza essere volgari?
- Parlando di sensazioni più che di anatomia («più piano», «lì mi piace»), chiedendo al partner come preferisce chiamare le cose, e accettando parole vostre, anche inventate.
- Come chiedere al partner come vuole che chiami le cose?
- Semplicemente: «come preferisci che le chiami?». È una domanda utile e quasi sempre accolta con sollievo.
- E se le parole mi mettono comunque a disagio?
- Si può cominciare con frasi che non nominano niente — «mi piace quando…», «più così» — o con una lista da compilare, che non richiede di parlare.
Fonti
- Byers E.S., Demmons S. (1999). Sexual Satisfaction and Sexual Self-Disclosure within Dating Relationships. The Journal of Sex Research, 36(2), 180–189.
- Mallory A.B., Stanton A.M., Handy A.B. (2019). Couples' Sexual Communication and Dimensions of Sexual Function: A Meta-Analysis. The Journal of Sex Research, 56(7), 882–898.
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
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