Le carte
Maschere e anonimato in coppia: cosa sapere prima di provare
Fingere di non conoscersi è un gioco di ruolo. Funziona se si sa sempre come uscirne.
In breve
Il gioco dell'anonimato è una forma di gioco di ruolo in cui la coppia usa maschere, luce molto bassa e il patto di non chiamarsi per nome per comportarsi come due sconosciuti. Le regole di sicurezza sono semplici: maschere che lasciano liberi naso e bocca e non tolgono troppa visuale, un ambiente senza ostacoli, e una parola di sicurezza che resta valida anche quando i nomi sono vietati. Alla fine si esce dal ruolo in modo esplicito, chiamandosi di nuovo per nome.
Conoscersi bene è una delle cose migliori di una relazione lunga. È anche il motivo per cui, a volte, le coppie hanno voglia di fingere il contrario. Le maschere sono uno strumento antico per farlo, e chiedono poche regole, ma chiare.
Cos'è il gioco dell'anonimato?
È un gioco di ruolo in cui i due partner si comportano come se non si conoscessero. Si ottiene con maschere che coprono parte del viso, con luce molto bassa o buio, e con il patto di non usare i nomi. Non si tratta di introdurre un'altra persona: è la stessa coppia, che per un tempo concordato si toglie la propria storia di dosso.
Perché interessa alle coppie?
Perché la familiarità, che dà sicurezza, a volte toglie sorpresa. Senza nomi e senza espressioni riconoscibili, ci si osserva in modo diverso, e alcune persone si sentono più libere di comportarsi in un modo che nella vita quotidiana non sentono loro. La ricerca sulle coppie ha trovato che fare insieme attività nuove e coinvolgenti si associa a una migliore qualità della relazione: questo gioco è uno dei modi più semplici per introdurre novità senza oggetti impegnativi.
Cosa sapere prima?
- Maschere che lasciano respirare. Naso e bocca restano liberi. Vanno bene le maschere che coprono occhi e fronte, come quelle veneziane; niente cappucci chiusi, tessuti spessi sul viso o materiali che trattengono il fiato. Chi ha allergie a lattice o metalli controlla i materiali prima.
- La vista conta. Una maschera che riduce molto il campo visivo, sommata alla luce bassa, rende facile inciampare o urtare spigoli. Si sgombra il pavimento, si evitano scale e si lascia una fonte di luce minima.
- I nomi sono vietati, la parola di sicurezza no. Il patto di non chiamarsi per nome non tocca mai la parola o il gesto per fermarsi. Anzi, conviene decidere prima che pronunciare il nome dell'altro interrompe il gioco: è un segnale che nessuno dei due può fraintendere.
- Tutto ciò che è stato concordato vale ancora. Fingere di essere sconosciuti non cambia i limiti. Ciò che uno dei due non vuole resta escluso, anche se il personaggio sembrerebbe permetterlo.
- Sobri. Poco o niente alcol: con buio, maschere e ruoli, la lucidità serve a entrambi per accorgersi se qualcosa non va.
- Niente foto o video non concordati. Le maschere non rendono anonime le immagini: corpo, voce e ambiente restano riconoscibili.
*Maschere e anonimato* è una delle carte: rispondete separati, e guardate insieme cosa incuriosisce tutti e due.
Come se ne parla in due?
Chi propone racconta cosa lo attira: la sorpresa, il ruolo, l'idea di rivedere l'altro con occhi nuovi. È importante chiarire che non nasce dal desiderio di qualcun altro: in alcune persone l'idea di essere trattate come estranee può suscitare insicurezza. Chi ascolta può dire di no, o di sì solo a una parte: le maschere senza buio, il buio senza maschere.
La versione più leggera è breve: una cena in casa con le maschere, poche regole, nomi ammessi. Ci si può fermare in qualsiasi momento, anche solo togliendosi la maschera. Alla fine si esce dal ruolo in modo chiaro: luce accesa, maschere via, ci si chiama per nome e si resta vicini qualche minuto. Il giorno dopo si parla di cosa è piaciuto e di cosa ha messo a disagio. Può capitare che un ruolo abbia fatto emergere un lato di sé inatteso: se ne parla con curiosità, senza trarne conclusioni sulla coppia.
Quando fermarsi?
Se uno dei due si sente a disagio, confuso o distante dall'altro, anche senza motivo preciso, il gioco si interrompe. Se dopo resta una sensazione di estraneità che non passa, se ne parla con calma, e se diventa un peso ricorrente può essere utile un consulente di coppia.
In tre righe
- — Maschere che lasciano liberi naso e bocca, ambiente senza ostacoli.
- — I nomi si possono vietare; la parola di sicurezza resta sempre valida.
- — Alla fine si esce dal ruolo: luce, maschere via, ci si chiama per nome.
Domande frequenti
- Cos'è il gioco dell'anonimato in coppia?
- Un gioco di ruolo in cui i partner usano maschere, luce bassa e il patto di non chiamarsi per nome per comportarsi come due sconosciuti, per un tempo concordato.
- Che maschere usare?
- Maschere che coprono occhi e fronte e lasciano liberi naso e bocca, in materiali leggeri, che non tolgano troppa visuale.
- Come ci si ferma se i nomi sono vietati?
- Con la parola di sicurezza concordata, che resta sempre valida. Molte coppie stabiliscono anche che pronunciare il nome dell'altro interrompe subito il gioco.
Fonti
- Aron A., Norman C.C., Aron E.N., McKenna C., Heyman R.E. (2000). Couples' Shared Participation in Novel and Arousing Activities and Experienced Relationship Quality. Journal of Personality and Social Psychology, 78(2), 273–284.
- Wikipedia. Safeword.
- Planned Parenthood. Sexual Consent — la formula FRIES: freely given, reversible, informed, enthusiastic, specific.
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
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