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Sex toys: materiali sicuri, come pulirli e come conservarli
La domanda giusta non è «quanto costa». È «di cosa è fatto».
In breve
I materiali più sicuri per un giocattolo intimo sono quelli non porosi — silicone al 100%, vetro borosilicato, acciaio inossidabile, plastica rigida — perché si lavano a fondo e non trattengono batteri. Quelli porosi o morbidi (gelatine, TPE, «jelly», PVC) non si igienizzano mai completamente: si usano con un preservativo e non si condividono. Si pulisce prima e dopo, con acqua tiepida e sapone neutro o un detergente apposito, si asciuga all'aria e si conserva separato dagli altri. In Unione europea alcuni ftalati sono limitati per legge negli articoli di consumo.
Un giocattolo intimo sta a contatto con le parti più delicate del corpo, e per questo il materiale conta più del prezzo, della forma e della marca. È anche la cosa meno scritta sulle confezioni economiche.
Quali materiali sono sicuri?
La distinzione che conta è fra materiali non porosi e porosi. Un materiale non poroso ha una superficie chiusa: si lava a fondo, non trattiene batteri e non assorbe odori. Uno poroso ha micro-cavità in cui acqua, lubrificante e batteri si fermano anche dopo il lavaggio.
- Silicone al 100%, di grado medico o alimentare. Morbido, caldo al tatto, non poroso, dura anni. È lo standard dei giocattoli di qualità. Attenzione ai «misti silicone»: non sono la stessa cosa.
- Vetro borosilicato. Lo stesso vetro delle pirofile da forno: resistente agli sbalzi di temperatura, non poroso, facilissimo da pulire. Va controllato che non abbia scheggiature.
- Acciaio inossidabile. Pesante, eterno, igienico. Si scalda e si raffredda velocemente, cosa che qualcuno apprezza.
- Plastica rigida (ABS). Non porosa, economica, comune nei vibratori. Meno piacevole al tatto, ma sicura.
Materiali porosi: gelatine («jelly»), TPE e TPR, lattice, PVC morbido, le «pelli» realistiche. Non sono vietati, ma non si igienizzano mai del tutto: si usano con un preservativo sopra, si destinano a una persona sola e si sostituiscono spesso. Se un giocattolo morbido ha un odore chimico forte o si appiccica, meglio non usarlo.
E gli ftalati?
Sono sostanze usate per ammorbidire alcune plastiche, soprattutto il PVC. In Unione europea, dal luglio 2020, quattro ftalati (DEHP, DBP, BBP e DIBP) sono limitati per legge a una concentrazione massima dello 0,1% nei materiali plastificati degli articoli usati dai consumatori, grazie a una modifica del regolamento europeo sulle sostanze chimiche (REACH). È una buona ragione per comprare da venditori che operano nell'Unione e dichiarano i materiali, e per preferire comunque silicone, vetro o acciaio.
Prima del giocattolo, scoprite cosa incuriosisce tutti e due: rispondete separati.
Come si pulisce?
- Prima e dopo, sempre. Anche se era pulito l'ultima volta: nel cassetto prende polvere e pelucchi.
- Acqua tiepida e sapone neutro. Oppure un detergente apposito per giocattoli intimi. Niente alcol puro, candeggina o detersivi aggressivi sui materiali morbidi: li rovinano e irritano.
- Attenzione all'elettronica. I giocattoli a batteria si lavano solo se dichiarati impermeabili; altrimenti si passa un panno umido insaponato, lontano da prese e vano batterie.
- Il silicone pieno si può bollire. Solo se è silicone al 100% e senza parti elettroniche: qualche minuto in acqua bollente lo igienizza a fondo. Vetro borosilicato e acciaio sopportano lo stesso trattamento; le plastiche e i materiali misti no.
- Asciugare all'aria. Su un asciugamano pulito, prima di riporlo. L'umidità chiusa in un sacchetto è ciò che fa crescere muffe e batteri.
Come si conserva?
Separato dagli altri, in un sacchetto di tessuto o nella sua scatola. I giocattoli in silicone a contatto fra loro, o con materiali morbidi, possono rovinarsi a vicenda; per questo vanno tenuti divisi. Lontano da fonti di calore e dalla luce diretta. E per i giocattoli a batteria, via le pile se non si usano per settimane.
Quando si butta?
Quando la superficie si crepa, si scheggia, diventa appiccicosa, cambia colore o prende un odore che non va via con il lavaggio. Per i materiali porosi, conviene non affezionarsi: durano meno per definizione. I giocattoli con batteria o elettronica si smaltiscono come rifiuti elettrici, negli appositi punti di raccolta.
Si può condividere un giocattolo?
In coppia, se il materiale è non poroso e lo si lava fra un uso e l'altro, sì. Se il materiale è poroso, o se il giocattolo passa da una zona del corpo all'altra (per esempio dall'ano alla vagina), serve un preservativo nuovo ogni volta o un lavaggio completo nel mezzo: i batteri di una zona possono causare infezioni nell'altra.
In tre righe
- — Meglio non porosi: silicone al 100%, vetro borosilicato, acciaio, plastica rigida.
- — Porosi solo con il preservativo e per una persona sola.
- — Si lava prima e dopo, si asciuga all'aria, si conserva separato.
Domande frequenti
- Qual è il materiale più sicuro per un sex toy?
- Quelli non porosi: silicone al 100%, vetro borosilicato, acciaio inossidabile e plastica rigida. Si lavano a fondo e non trattengono batteri.
- Come si pulisce un sex toy?
- Prima e dopo ogni uso, con acqua tiepida e sapone neutro o un detergente apposito, poi si asciuga all'aria. Il silicone pieno senza elettronica, il vetro borosilicato e l'acciaio si possono anche bollire per qualche minuto.
- Cosa sono i materiali porosi e perché sono un problema?
- Materiali come gelatine, TPE, lattice o PVC morbido hanno micro-cavità che trattengono batteri anche dopo il lavaggio. Si usano con un preservativo, per una persona sola, e si sostituiscono più spesso.
- Gli ftalati nei sex toys sono vietati?
- In Unione europea, dal luglio 2020, quattro ftalati (DEHP, DBP, BBP e DIBP) sono limitati allo 0,1% nei materiali plastificati degli articoli di consumo, secondo il regolamento REACH. Conviene comunque preferire silicone, vetro o acciaio.
- Si può usare lo stesso giocattolo per l'ano e per la vagina?
- Solo con un preservativo nuovo o dopo un lavaggio completo nel mezzo: i batteri intestinali possono causare infezioni vaginali.
Fonti
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
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