Desiderio
Programmare il sesso: toglie la magia o la salva?
Le cose importanti di una vita adulta hanno quasi tutte una data. Perché questa no?
In breve
Programmare il sesso sembra l'opposto del desiderio, ma per molte coppie con poco tempo è ciò che lo rende possibile. Funziona soprattutto per chi ha un desiderio «responsivo», che si accende dopo che qualcosa è cominciato: sapere che c'è uno spazio dedicato permette di lasciarsi andare dentro quello spazio. La regola è programmare il tempo, non l'atto: si fissa un momento per stare insieme, e cosa succede dentro resta libero — compreso non fare niente.
«Giovedì sera, dopo cena» detto a proposito del sesso suona freddo, quasi burocratico. Eppure moltissime coppie con figli, turni o lavori pesanti ci arrivano da sole, e scoprono che funziona meglio della spontaneità che aspettavano da mesi.
Perché la spontaneità non arriva?
Perché ha bisogno di condizioni che la vita adulta raramente offre per caso: tempo, energia, privacy, e due persone che hanno voglia nello stesso momento. All'inizio di una relazione la novità supplisce a tutto; dopo qualche anno, aspettare che le condizioni si allineino da sole vuol dire, spesso, aspettare a lungo.
Cosa c'entra il desiderio responsivo?
Molto. Per molte persone il desiderio non arriva prima dell'intimità ma dopo: si accende in risposta a un contesto, a un contatto, a un inizio. È il modello descritto dalla ricerca a partire dal 2000 e reso popolare dal libro di Emily Nagoski. Per chi funziona così, «hai voglia?» detto a freddo riceve un no sincero; uno spazio dedicato, invece, è l'occasione in cui la voglia ha il tempo di arrivare.
Come si programma senza farne un dovere?
- Si programma il tempo, non l'atto. «Giovedì sera siamo noi due» è un invito. «Giovedì facciamo sesso» è un obbligo. Dentro lo spazio si decide al momento: può essere un massaggio, una doccia, parlare, o niente.
- Si protegge lo spazio. Telefoni fuori, figli a letto, niente conti né discorsi di organizzazione. Lo spazio vale se è diverso dal resto della settimana.
- Si può sempre dire no. Un appuntamento non è un contratto. Se quella sera uno dei due non se la sente, lo dice, e lo spazio resta comunque un tempo per stare vicini.
- Si cura l'attesa. Un messaggio durante il giorno, una cosa preparata. L'anticipazione è una parte del piacere, e programmare la rende possibile.
Per sapere cosa riempire quello spazio, senza chiederlo: rispondete separati, guardate insieme.
Con che frequenza?
Quella che va bene a entrambi. Se serve un riferimento, una ricerca su oltre 30.000 persone ha trovato che il benessere di chi è in coppia cresceva con la frequenza fino a circa una volta a settimana, e oltre non cresceva più. Uno spazio settimanale è quindi un obiettivo ragionevole per molte coppie, non una soglia minima.
Quando non funziona?
Quando lo spazio programmato diventa il momento in cui uno dei due «deve» dire sì. Allora non è più un invito ma un conto da pagare, e il desiderio scende. Non funziona nemmeno quando serve a coprire un problema più profondo — un conflitto non risolto, un dolore fisico, un calo che pesa: in quei casi il calendario non basta, e conviene parlarne, anche con un aiuto esterno.
In tre righe
- — Programmare il tempo, non l'atto: dentro lo spazio tutto resta libero.
- — Aiuta soprattutto chi ha un desiderio che si accende dopo l'inizio.
- — Se diventa un dovere, smette di funzionare.
Domande frequenti
- Programmare il sesso uccide la spontaneità?
- Per molte coppie è il contrario: sapere che c'è uno spazio dedicato permette di lasciarsi andare. Funziona se si programma il tempo, non l'atto, e se dire no resta sempre possibile.
- Quanto spesso bisognerebbe programmare?
- Quanto va bene a entrambi. In una ricerca su oltre 30.000 persone il benessere cresceva fino a circa una volta a settimana e poi non cresceva più: uno spazio settimanale è un riferimento ragionevole.
- E se quella sera non ho voglia?
- Lo si dice: l'appuntamento non è un contratto. Lo spazio resta comunque un tempo per stare vicini.
Fonti
- Basson R. (2000). The Female Sexual Response: A Different Model. Journal of Sex & Marital Therapy, 26(1), 51–65.
- Nagoski E. (2015). Come As You Are: The Surprising New Science That Will Transform Your Sex Life. Simon & Schuster.
- Muise A., Schimmack U., Impett E.A. (2016). Sexual Frequency Predicts Greater Well-Being, But More is Not Always Better. Social Psychological and Personality Science, 7(4), 295–302.
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
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