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Vibratore comandato a distanza: come funziona e privacy delle app

Un giocattolo che passa il controllo all'altra persona. Con una domanda in più del solito: chi altro riceve i dati?

Aggiornata il 19/09/20265 minuti

In breve

Un giocattolo comandato a distanza è un vibratore indossabile che si controlla da un'app, spesso dal telefono del partner, via Bluetooth o via internet. La parte che si sottovaluta è la privacy: nel 2017 il produttore dei vibratori We-Vibe ha chiuso una class action negli Stati Uniti con un accordo da 3,75 milioni di dollari, per aver raccolto senza consenso dati sull'uso dei dispositivi attraverso l'app. Prima di usarlo conviene controllare quali dati raccoglie l'app, concordare limiti e segnale di stop, e provarlo in casa.

I giocattoli controllati da un'app sono diventati comuni, e sono pensati apposta per due. Proprio perché passano da un telefono, portano con sé una questione che gli altri giocattoli non hanno: dove finiscono le informazioni su come e quando vengono usati.

Cos'è un vibratore comandato a distanza?

È un vibratore da indossare, esterno o interno, collegato a un'app. Chi ha l'app, anche una persona diversa da chi lo indossa, ne regola accensione, intensità e ritmo. Il collegamento avviene via Bluetooth, e quindi a pochi metri, oppure via internet, e allora funziona anche a grande distanza.

Perché interessa alle coppie?

Per il trasferimento del controllo: una persona prova, l'altra decide. È una dinamica di fiducia che alcune coppie trovano interessante, e che funziona anche a distanza, per chi vive una relazione in due città diverse. C'è poi la novità: gli studi sulle coppie hanno trovato che fare insieme attività nuove è associato a una maggiore soddisfazione nella relazione. E i vibratori non sono una nicchia: in un'indagine nazionale statunitense più della metà delle donne ne aveva usato uno.

Cosa sapere prima: materiali, connessione, privacy

  1. Materiale adatto al corpo. Silicone di qualità medica o altri materiali non porosi, facili da lavare. Si pulisce prima e dopo ogni uso secondo le istruzioni del produttore, senza immergerlo se non è impermeabile.
  2. Lubrificante compatibile. Con i giocattoli in silicone si usa lubrificante a base d'acqua: quello al silicone può danneggiarne la superficie.
  3. Connessione e batteria. Il collegamento può cadere, e l'app può riprenderlo in modo imprevisto. Conviene sapere come si spegne il giocattolo direttamente, senza passare dal telefono, e partire sempre dall'intensità più bassa.
  4. Pause e ascolto del corpo. Una vibrazione prolungata sulla stessa zona può dare intorpidimento o irritazione. Se succede, si spegne e si fa una pausa.

Poi la privacy, che è il vero punto di questa pratica. Nel 2016 due utenti statunitensi hanno fatto causa a Standard Innovation, il produttore dei vibratori We-Vibe, sostenendo che l'app di controllo inviasse all'azienda, senza che gli utenti lo sapessero, dati come data e ora di utilizzo, intensità scelta e temperatura del dispositivo, collegati all'indirizzo email. Nel 2017 l'azienda ha chiuso la class action con un accordo da 3,75 milioni di dollari (5 milioni di dollari canadesi), impegnandosi a cancellare i dati raccolti e a smettere di raccoglierli senza consenso.

La lezione vale ancora: un'app per un giocattolo è un'app come le altre. Prima di usarla conviene leggere quali dati raccoglie, rifiutare i permessi che non servono, evitare di registrarsi con il nome vero se non è necessario, non attivare funzioni di chat o videochiamata interne all'app senza sapere dove passano, e proteggere il telefono con un codice. Se l'app non spiega chiaramente cosa fa con i dati, è un'informazione anche quella.

Chi tiene il telefono e chi lo indossa possono avere idee diverse: rispondete separati, guardate insieme.

Come se ne parla in due?

Chi ha il controllo lo ha perché l'altra persona glielo ha dato, e può riprenderselo in qualsiasi momento. Prima si concordano tre cose: quando e dove si usa, qual è il segnale di stop (un messaggio, una parola, un gesto), e cosa succede se la connessione cade. Chi indossa il giocattolo può sempre spegnerlo o toglierlo, senza doverlo giustificare.

Fuori casa la questione cambia: in un luogo pubblico ci sono persone che non hanno scelto di partecipare, e il rispetto per loro fa parte del consenso. La versione più leggera è in casa, in stanze separate o nella stessa stanza: permette di capire intensità, reazioni e affidabilità del collegamento prima di qualunque altra cosa. Dopo, si parla di cosa ha funzionato e di cosa no.

Quando serve un medico?

Se dopo l'uso compaiono dolore, bruciore, perdite insolite, prurito o irritazione che non passano in un paio di giorni, oppure intorpidimento persistente. Se un giocattolo interno non si riesce a recuperare, si va al pronto soccorso invece di tentare da soli.

In tre righe

  • — È un vibratore indossabile controllato da un'app, spesso dal telefono del partner.
  • — Nel 2017 il caso We-Vibe si è chiuso con 3,75 milioni di dollari per dati raccolti senza consenso: controllate l'app.
  • — Si concordano segnale di stop e regole prima; chi lo indossa può spegnerlo sempre.

Domande frequenti

Come funziona un vibratore comandato a distanza?
Si collega a un'app via Bluetooth o via internet. Chi ha l'app, anche il partner da un altro telefono, ne regola accensione e intensità; con internet funziona anche a grande distanza.
Le app dei vibratori raccolgono dati?
Possono farlo. Nel 2017 il produttore di We-Vibe ha pagato 3,75 milioni di dollari per chiudere una class action negli Stati Uniti: l'app raccoglieva dati sull'uso dei dispositivi senza consenso. Conviene leggere l'informativa e limitare i permessi.
Si può usare fuori casa?
Solo se lo avete concordato, e tenendo conto che in pubblico ci sono persone che non hanno scelto di partecipare. Meglio provarlo prima in casa, per conoscere intensità e affidabilità della connessione.

Fonti

  1. Fortune (2017). Sex toy maker pays $3.75 million to settle 'smart' vibrator lawsuit.
  2. NPR (2017). Vibrator maker to pay millions over claims it secretly tracked use.
  3. Top Class Actions. We-Vibe data collection class action settlement.
  4. Herbenick D., Reece M., Sanders S., Dodge B., Ghassemi A., Fortenberry J.D. (2009). Prevalence and Characteristics of Vibrator Use by Women in the United States: Results from a Nationally Representative Study. The Journal of Sexual Medicine, 6(7), 1857–1866.
  5. Aron A., Norman C.C., Aron E.N., McKenna C., Heyman R.E. (2000). Couples' Shared Participation in Novel and Arousing Activities and Experienced Relationship Quality. Journal of Personality and Social Psychology, 78(2), 273–284.

Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.

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