Le carte
Sexting in coppia: come farlo con consenso e cosa dice la legge
Messaggi intimi durante la giornata: le parole restano, quindi si scelgono.
In breve
Il sexting è lo scambio di messaggi a contenuto intimo fra partner: parole, allusioni, a volte immagini, spesso durante la giornata come anticipazione della sera. Fra adulti consenzienti è legale; il rischio non è scriverli ma dove finiscono, per cui si concorda prima cosa si manda, si controllano anteprime delle notifiche e backup, e il consenso vale messaggio per messaggio. In Italia diffondere senza consenso immagini o video sessualmente espliciti destinati a restare privati è reato (art. 612-ter c.p.), punito con la reclusione da uno a sei anni, con pena aumentata se a farlo è il partner o l'ex.
Un messaggio a metà pomeriggio che fa pensare alla sera: per molte coppie è una parte normale dell'intimità, e per quelle che si vedono poco può esserne una parte importante. Sexting è la carta che lo propone. Come ogni cosa scritta, però, un messaggio sopravvive al momento in cui è stato mandato. Vale la pena sapere come farlo bene.
Cos'è il sexting fra partner?
È lo scambio di messaggi a contenuto intimo: testi, messaggi vocali, a volte foto. La parola viene dall'inglese, da «sex» e «texting». Nella versione della carta si parla soprattutto di parole: un'allusione, un ricordo, una promessa per la sera. Le immagini sono un passo diverso, con regole in più, e conviene deciderle a parte.
Fa bene alla coppia?
La ricerca è meno entusiasta dei giornali. Uno studio australiano del 2021 su 348 giovani adulti in coppia ha trovato che chi mandava immagini intime al partner non era più soddisfatto della relazione né più impegnato di chi non lo faceva: a contare era soprattutto l'impegno reciproco. Il sexting non è quindi una scorciatoia per una relazione migliore. È un modo come un altro per tenere vivo il desiderio a distanza, che funziona se piace a tutti e due e se si fa con attenzione.
Come si concorda, prima?
- Se piace a entrambi. La domanda si fa di persona, non con il primo messaggio allusivo. Chi riceve un messaggio intimo non richiesto può sentirsi messo in imbarazzo, anche dal partner.
- Parole o anche immagini. Sono due scelte diverse. Molte coppie stanno bene con le sole parole; le foto richiedono un accordo in più su chi le tiene e per quanto.
- Il tono. Morbido all'inizio, poi si vede. L'allusione funziona quasi sempre meglio di un messaggio esplicito a freddo, che a metà di una riunione può mettere a disagio.
- Il segnale per fermarsi. Una parola o un'emoji concordata per dire «non ora» senza dover spiegare. Il consenso vale messaggio per messaggio, e si può ritirare in qualsiasi momento.
Non sapete se all'altro piacerebbe? Rispondete separati alle carte, poi guardate insieme.
Come si protegge la privacy?
- Anteprime delle notifiche. È l'incidente più comune: il messaggio compare sulla schermata di blocco mentre il telefono è sul tavolo in ufficio o in mano a un figlio. Si disattivano le anteprime per quella chat.
- App con cifratura end-to-end. E, se l'app lo permette, messaggi che si cancellano da soli dopo un certo tempo.
- Backup e computer condivisi. Le chat e le foto finiscono spesso nel backup sul cloud o sul computer di famiglia senza che nessuno se ne accorga. Vale la pena controllare.
- Il destinatario giusto. Prima di inviare, un'occhiata al nome in cima alla chat. Sembra ovvio, ma è l'errore più facile da fare.
- Il viso, nelle immagini. Chi sceglie di mandare foto spesso evita di inquadrare il volto o segni riconoscibili, come tatuaggi. Non per sfiducia, ma per ridurre il danno se qualcosa andasse storto.
Cosa dice la legge italiana?
Scambiarsi messaggi e immagini intime fra adulti consenzienti è legale. È reato, invece, diffonderli senza il consenso di chi è ritratto. L'articolo 612-ter del codice penale, introdotto nel 2019, punisce chi invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video sessualmente espliciti destinati a restare privati senza il consenso delle persone rappresentate, con la reclusione da uno a sei anni e una multa da 5.000 a 15.000 euro. La stessa pena vale per chi li ha ricevuti e li diffonde per fare del male. La pena è aumentata se a farlo è il coniuge, anche separato o divorziato, o una persona che è o è stata legata alla vittima da una relazione affettiva, e se il fatto è commesso con strumenti informatici.
Chi teme che le proprie immagini intime possano essere diffuse può segnalarlo al Garante per la protezione dei dati personali, attraverso il modulo previsto dall'articolo 144-bis del Codice privacy: il Garante può intervenire in via d'urgenza presso le piattaforme per impedirne la pubblicazione. Chi subisce minacce o ricatti può rivolgersi alle forze dell'ordine e al 1522, il numero antiviolenza.
In tre righe
- — Si concorda prima, di persona: parole, immagini, tono, segnale per fermarsi.
- — Anteprime disattivate, app cifrate, backup e destinatario controllati.
- — Diffondere immagini intime senza consenso è reato (art. 612-ter c.p.).
Domande frequenti
- Il sexting è legale in Italia?
- Fra adulti consenzienti sì. È reato diffondere senza consenso immagini o video sessualmente espliciti destinati a restare privati: l'art. 612-ter del codice penale prevede da uno a sei anni di reclusione.
- Cosa rischia chi diffonde le foto intime dell'ex?
- La reclusione da uno a sei anni e una multa da 5.000 a 15.000 euro, con pena aumentata proprio quando a diffonderle è il coniuge, anche separato, o una persona legata alla vittima da una relazione affettiva.
- Cosa posso fare se temo che le mie immagini vengano diffuse?
- Si può fare una segnalazione al Garante privacy con il modulo previsto dall'art. 144-bis del Codice privacy, che permette un intervento urgente presso le piattaforme. In caso di minacce, forze dell'ordine e numero 1522.
- Il sexting migliora la relazione?
- Non necessariamente: uno studio del 2021 su 348 giovani adulti non ha trovato differenze di soddisfazione fra chi mandava immagini intime al partner e chi no. È un modo per tenere vivo il desiderio, se piace a entrambi.
Fonti
- Codice penale, art. 612-ter — Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (Brocardi.it).
- Codice in materia di protezione dei dati personali, art. 144-bis — Revenge porn (Brocardi.it).
- Matotek A. et al. (2021). Sexting and Relationship Satisfaction Among Emerging Adults: Dispelling the Myth. Sexuality & Culture, 25, 1192–1203.
- Planned Parenthood. Sexual Consent — la formula FRIES: freely given, reversible, informed, enthusiastic, specific.
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
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