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Le carte

Zone erogene meno note: cosa dice la ricerca e come scoprirle

Il corpo sensibile al tocco è molto più grande di quello a cui si pensa. E cambia da persona a persona.

Aggiornata il 19/09/20264 minuti

In breve

Le zone erogene sono le parti del corpo il cui tocco può suscitare eccitazione: oltre ai genitali, gli studi indicano che quasi tutto il corpo può rispondere, con grandi differenze individuali. In una ricerca finlandese su 704 persone la mappa delle zone sensibili risultava più ampia quando si immaginava il contatto con un partner rispetto a quando si era da soli. Il modo più affidabile per scoprirle è chiedere, provare con tocchi leggeri e ascoltare le risposte.

Dopo un po' di tempo insieme, molte coppie finiscono per toccarsi sempre negli stessi punti. Non per mancanza di interesse, ma perché quei punti funzionano e il resto del corpo resta, semplicemente, fuori dal percorso. La carta Zone inesplorate propone di rimetterlo nel percorso.

Cosa sono le zone erogene?

Sono le aree del corpo il cui contatto può suscitare eccitazione sessuale. Le più ovvie sono i genitali e il seno, ma non sono le sole. La pelle ha una densità di terminazioni nervose diversa da zona a zona, e il modo in cui un tocco viene vissuto dipende anche dal contesto: chi tocca, come, con quale intenzione, in quale momento.

Cosa dicono gli studi?

Due ricerche sono utili per orientarsi. La prima, pubblicata su Archives of Sexual Behavior nel 2016 da un gruppo finlandese, ha chiesto a 704 persone di colorare su una sagoma le parti del corpo il cui tocco trovavano eccitante. Il risultato: quasi tutto il corpo veniva indicato come sensibile, con un'intensità maggiore su genitali, seno e zona anale. La mappa era più ampia quando si immaginava il contatto con un partner rispetto a quando si era da soli.

La seconda, pubblicata su Cortex nel 2014 da ricercatori dell'Università di Bangor, ha chiesto a circa 800 persone di valutare 41 parti del corpo. Ne è emersa una notevole somiglianza fra uomini e donne e fra culture diverse, più di quanto si tenda a credere. E una sorpresa: i piedi, spesso citati come zona erogena, in media venivano valutati poco.

Le medie però dicono poco della persona che si ha accanto. Per qualcuno il collo è indifferente e il polso no; per qualcun altro le orecchie sono insopportabili. Per questo la ricerca è un punto di partenza, non una mappa da seguire.

*Zone inesplorate* è una delle carte del mazzo: rispondete separati, e guardate insieme se interessa a tutti e due.

Come si esplora in pratica?

  1. Si concorda chi esplora e chi riceve. Uno alla volta funziona meglio: chi riceve può concentrarsi sulle sensazioni, chi esplora sulle risposte.
  2. Si parte da tocchi leggeri. Polpastrelli, dorso della mano, una piuma. Pressioni forti o ripetute possono risultare fastidiose su zone poco abituate.
  3. Si chiede, con domande brevi. «Così?», «più piano?», «da uno a tre?». Domande semplici non interrompono, e le risposte sono informazioni preziose.
  4. Si può escludere, per una volta, la zona genitale. Toglierla dal percorso sposta l'attenzione sul resto e riduce l'ansia di arrivare da qualche parte.

Cosa sapere prima?

Il solletico è la reazione più comune e non è un fallimento: spesso basta aumentare un poco la pressione o rallentare. Alcune zone, come il collo o l'interno delle cosce, possono essere legate a ricordi spiacevoli o a disagio: se una persona si irrigidisce, si passa oltre senza chiedere spiegazioni. Chi ha cicatrici, dolori cronici o zone del corpo di cui si vergogna può volerle escludere, e va bene così.

Se si usano oli da massaggio, meglio provarli prima su una piccola parte di pelle, e tenerli lontani dai genitali e dai preservativi in lattice, che gli oli possono danneggiare.

Come se ne parla in due?

È una delle proposte più facili da fare, perché non richiede di nominare pratiche specifiche: «mi piacerebbe scoprire dove ti piace essere toccato, oltre ai soliti posti». Chi riceve può fermare tutto in qualsiasi momento, e chi esplora non deve prenderla sul personale se una zona non funziona. Nell'indagine di Frederick e colleghi su oltre 38.000 adulti, le persone più soddisfatte riferivano più spesso varietà e comunicazione: questa carta tiene insieme le due cose.

Dopo, conviene fermarsi un momento a condividere cosa si è scoperto. Spesso chi riceve ha trovato una zona sensibile di cui non era consapevole, e chi esplora ha notato reazioni che l'altro non ha avvertito.

In tre righe

  • — Quasi tutto il corpo può rispondere al tocco, con grandi differenze individuali.
  • — Tocchi leggeri, uno alla volta, domande brevi: si scopre chiedendo.
  • — Il solletico è normale; se una zona mette a disagio, si passa oltre.

Domande frequenti

Quali sono le zone erogene meno conosciute?
Gli studi indicano che quasi tutto il corpo può essere sensibile, ma con grandi differenze fra persone. Collo, orecchie, interno delle cosce e polsi sono spesso citati, ma l'unico modo per saperlo è provare e chiedere.
Le zone erogene sono diverse fra uomini e donne?
Meno di quanto si pensi: uno studio del 2014 su circa 800 persone ha trovato valutazioni molto simili fra uomini e donne, con differenze modeste.
E se il partner soffre il solletico?
È comune. Spesso aiuta una pressione un po' più decisa o un movimento più lento; se resta fastidioso, si passa a un'altra zona.

Fonti

  1. Nummenmaa L., Suvilehto J.T., Glerean E., Santtila P., Hietanen J.K. (2016). Topography of Human Erogenous Zones. Archives of Sexual Behavior, 45(5), 1207–1216.
  2. Turnbull O.H., Lovett V.E., Chaldecott J., Lucas M.D. (2014). Reports of intimate touch: Erogenous zones and somatosensory cortical organization. Cortex, 53, 146–154.
  3. Frederick D.A., Lever J., Gillespie B.J., Garcia J.R. (2017). What Keeps Passion Alive? Sexual Satisfaction Is Associated With Sexual Communication, Mood Setting, Sexual Variety, Oral Sex, Orgasm, and Sex Frequency in a National U.S. Study. The Journal of Sex Research, 54(2), 186–201.
  4. CDC. How to use a dental dam: evitare i prodotti a base d'olio con il lattice.

Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.

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