Situazioni
Sessuologo o terapia di coppia: quando serve e come scegliere
Chiedere aiuto non vuol dire che qualcosa è rotto. Vuol dire che vi importa.
In breve
Vale la pena farsi aiutare quando un problema sessuale o di coppia pesa a uno dei due da mesi, quando parlarne fra voi è diventato impossibile, o quando c'è dolore, un calo improvviso o un sintomo fisico. In Italia «sessuologo» non è una professione regolamentata: la persona giusta è di solito uno psicologo o un medico iscritto al proprio Ordine, con una formazione specifica in sessuologia. Per i sintomi fisici si parte dal medico o dal ginecologo o dall'andrologo; i consultori familiari pubblici offrono anche supporto di coppia.
Molte coppie ci arrivano tardi, quando la questione è già diventata un muro. Non perché non ci abbiano pensato, ma perché chiedere aiuto sembra ammettere un fallimento. È il contrario: chi va da un professionista lo fa perché la relazione gli importa abbastanza da volerla curare.
Quando conviene farsi aiutare?
- Quando un problema sessuale o di coppia pesa a uno dei due da mesi e non migliora.
- Quando ogni conversazione sul tema finisce in lite, o non comincia nemmeno.
- Quando c'è dolore durante i rapporti, un calo improvviso del desiderio, difficoltà di erezione o di orgasmo che preoccupano.
- Quando uno dei due evita ogni contatto fisico, anche quello non sessuale.
- Dopo un evento che ha cambiato le cose: un tradimento, una malattia, un parto difficile, un lutto.
- Quando qualcosa del passato — un'esperienza traumatica, un'educazione molto rigida — rende difficile l'intimità.
Chi fa cosa, in Italia?
La prima cosa da sapere è che in Italia «sessuologo» non è una professione regolamentata: non esiste un albo dei sessuologi, e chiunque può usare il titolo. Per questo conviene guardare cosa c'è sotto.
- Psicologo. Professione sanitaria regolamentata, con un Ordine e un albo pubblico. Uno psicologo con una formazione specifica in sessuologia è la figura più comune per i temi di coppia e di desiderio.
- Psicoterapeuta. Non è una professione a sé: è uno psicologo o un medico che ha fatto una scuola di specializzazione in psicoterapia riconosciuta. Serve quando le difficoltà hanno radici più profonde o durano da molto.
- Medico: ginecologo, andrologo, urologo. Da sentire per primo quando c'è un sintomo fisico — dolore, secchezza, problemi di erezione, perdite — o quando il cambiamento coincide con un farmaco, una gravidanza, la menopausa.
- Consultorio familiare. Servizio pubblico presente in tutte le regioni, gratuito o a basso costo, che offre anche consulenza psicologica e di coppia. È spesso il primo passo più semplice.
Prima di sedervi davanti a qualcuno, può aiutare sapere cosa pensa ciascuno: rispondete separati.
Come si verifica un professionista?
- Controllate l'iscrizione all'Ordine. Gli albi degli psicologi e dei medici sono pubblici e consultabili online: basta nome e cognome. Se qualcuno si presenta solo come «sessuologo» e non risulta in nessun albo, chiedete quale sia la sua formazione di base.
- Chiedete della formazione in sessuologia. Un master o una scuola di specializzazione in sessuologia clinica, presso un'università o una società scientifica. È una domanda normale e non offende nessuno.
- Fate un primo colloquio. Il rapporto con il professionista conta quanto le sue qualifiche. Se al primo incontro vi sentite giudicati o non ascoltati, cambiare è legittimo.
- Chiedete come lavora con le coppie. Alcuni vedono sempre la coppia insieme, altri alternano incontri singoli. Nessuna delle due è giusta in assoluto; conta che vi sia chiaro prima.
E se il partner non vuole venire?
Si può cominciare da soli. Un professionista può aiutare anche una persona sola a capire cosa sta succedendo e come parlarne; spesso, dopo qualche incontro, l'altro si convince. Quello che non funziona è trascinare qualcuno controvoglia: una terapia a cui si partecipa per forza non ha spazio per cambiare niente.
Tre cose che si pensano, e non sono vere
- «Ci si va quando la coppia è finita.» Ci si va, idealmente, prima. Più presto si chiede aiuto, meno strada c'è da rifare.
- «Il sessuologo ti fa fare cose strane.» Il lavoro si fa parlando, e con esercizi da fare a casa, in privato, solo se entrambi sono d'accordo. Nessun professionista serio chiede altro.
- «Il problema è di uno dei due.» Anche quando il sintomo è di uno, la difficoltà riguarda la coppia. Per questo si lavora spesso in due.
In tre righe
- — Farsi aiutare conviene quando un problema pesa da mesi o non se ne riesce più a parlare.
- — In Italia «sessuologo» non è un titolo regolamentato: cercate uno psicologo o un medico iscritto all'Ordine, formato in sessuologia.
- — Sintomi fisici: prima il medico. Il consultorio è un primo passo semplice.
Domande frequenti
- Quando bisogna andare da un sessuologo?
- Quando un problema sessuale o di coppia pesa da mesi, quando non se ne riesce più a parlare, o dopo un evento che ha cambiato le cose. Se ci sono sintomi fisici come dolore o problemi di erezione, il primo passo è il medico.
- Il sessuologo è un medico?
- Non necessariamente. In Italia «sessuologo» non è una professione regolamentata: di solito è uno psicologo o un medico con una formazione specifica in sessuologia. Conviene verificare l'iscrizione all'Ordine.
- Come controllo che un sessuologo sia qualificato?
- Cercando il suo nome negli albi pubblici degli psicologi o dei medici, e chiedendo dove si è formato in sessuologia. Un professionista serio risponde volentieri.
- Esiste un aiuto gratuito per le coppie?
- Sì: i consultori familiari pubblici, presenti in tutte le regioni, offrono consulenza psicologica e di coppia gratuita o a basso costo.
- Posso andarci da solo se il partner non vuole?
- Sì. Si può lavorare anche da soli, e spesso dopo qualche incontro l'altro si unisce. Trascinare qualcuno controvoglia, invece, non funziona.
Fonti
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.
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