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Le carte

Crossdressing in coppia: cosa significa e come parlarne

Indossare i vestiti dell'altro è un cambio di ruolo. Non dice niente di definitivo su chi si è.

Aggiornata il 19/09/20265 minuti

In breve

Scambiarsi i vestiti, o crossdressing, vuol dire indossare abiti associati al genere dell'altro partner, dalla lingerie alla giacca e cravatta. È un modo di presentarsi e non un'identità di genere né un orientamento sessuale: chi lo fa per gioco non sta dichiarando niente su chi è. Funziona solo in un clima di rispetto, senza derisione, senza foto non concordate e con la possibilità di fermarsi in qualsiasi momento.

È una delle carte che fanno sorridere di più alla prima lettura, e una di quelle che chiedono più delicatezza. Per chi la propone, a volte, c'è dietro una curiosità tenuta per sé a lungo. Il modo in cui l'altro reagisce, in quel momento, pesa molto.

Cos'è il crossdressing?

È l'abitudine, occasionale o frequente, di indossare vestiti associati a un genere diverso dal proprio. In coppia prende spesso la forma di uno scambio: ciascuno indossa i capi dell'altro, o quelli che l'altro di solito porta, dall'intimo all'abbigliamento completo, a volte con trucco e parrucca.

Cosa non significa?

Il crossdressing è un modo di vestirsi e di presentarsi, non un'identità di genere e non un orientamento sessuale. Lo praticano persone eterosessuali, omosessuali, bisessuali, per motivi diversi: gioco, espressione di sé, spettacolo, curiosità. Chi indossa una gonna per una sera non sta dicendo di essere una donna, e chi indossa una cravatta non sta dicendo di essere un uomo.

Anche la medicina è cambiata. Nella revisione che ha portato all'ICD-11, la classificazione delle malattie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il gruppo di lavoro ha raccomandato di eliminare la diagnosi di «feticismo di travestimento», e ha ribadito che un'eccitazione solo poco comune, che non provoca sofferenza né danno a sé o ad altri, non è un disturbo.

Perché interessa alle coppie?

Perché i vestiti cambiano il modo di muoversi, di guardarsi e di essere guardati. Per qualcuno è l'occasione di provare un ruolo diverso, per esempio più morbido o più deciso del solito; per altri è soprattutto un momento di complicità e di risate. C'è anche l'effetto della novità: la ricerca sulle coppie ha trovato che fare insieme attività nuove si associa a una migliore qualità della relazione.

Cosa sapere prima?

Rispondere separati toglie l'imbarazzo della prima mossa: poi le risposte si scoprono insieme.

Come se ne parla in due?

Chi propone spesso ha paura di essere frainteso. Aiuta dire subito cosa si immagina e cosa no: «mi incuriosisce vederti con la mia camicia», oppure «mi piacerebbe provare a mettere qualcosa di tuo». Chi ascolta può dire di no, o di non essere pronto, senza giudicare: «non mi attira, ma grazie di avermelo detto» è una risposta completa.

La versione più leggera è un solo capo, magari l'intimo, per poco tempo. Ci si può fermare in qualsiasi momento, anche a metà del cambio. Il giorno dopo se ne parla: cosa è piaciuto, cosa ha messo a disagio.

E se emergono domande sull'identità?

Nella maggior parte dei casi non emergono. Può succedere, però, che per uno dei due l'esperienza apra domande vere su come si sente rispetto al proprio genere. Non è una conseguenza del gioco, e non va né forzata né zittita. In quel caso la cosa più utile è ascoltare senza conclusioni affrettate e, se la persona lo desidera, rivolgersi a un consultorio o a uno psicologo che si occupa di identità di genere.

In tre righe

  • — È un modo di vestirsi, non un'identità di genere né un orientamento.
  • — Nessuna derisione, nessuna foto non concordata, resta tra voi.
  • — Si comincia da un capo solo, e ci si può fermare in qualsiasi momento.

Domande frequenti

Il crossdressing vuol dire essere transgender?
No. Il crossdressing è un modo di vestirsi e di presentarsi, non un'identità di genere e non un orientamento sessuale: lo praticano persone molto diverse, per motivi diversi.
Il mio partner vuole indossare i miei vestiti: cosa significa?
Di solito significa curiosità, voglia di giocare con un ruolo diverso o di sentirsi più vicino. Il modo migliore per saperlo è chiederlo con calma, senza ironia.
Il crossdressing è un disturbo?
No. Nella revisione dell'ICD-11 è stata raccomandata l'eliminazione della diagnosi di feticismo di travestimento, e un interesse che non causa sofferenza né danno non è considerato un disturbo.

Fonti

  1. Wikipedia. Cross-dressing.
  2. Reed G.M. et al. (2016). Disorders related to sexuality and gender identity in the ICD-11. World Psychiatry, 15(3), 205–221.
  3. Aron A., Norman C.C., Aron E.N., McKenna C., Heyman R.E. (2000). Couples' Shared Participation in Novel and Arousing Activities and Experienced Relationship Quality. Journal of Personality and Social Psychology, 78(2), 273–284.
  4. Planned Parenthood. Sexual Consent — la formula FRIES: freely given, reversible, informed, enthusiastic, specific.

Questa guida è informativa e non sostituisce il parere di un professionista. Se nella coppia c'è pressione, paura o coercizione, non è una questione di comunicazione: rivolgetevi a una persona qualificata.

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